Va riducendosi progressivamente l’intensita’ delle scosse nella pianura emiliana: ”da ieri pomeriggio non si sono piu’ registrati terremoti di magnitudo superiore a 4 e l’ultima scossa di magnitudo 3 risale alle 10,04 di questa mattina”, ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Nel frattempo la sala sismica dell’Ingv ha cominciato a ricevere direttamente i dati da due delle otto stazioni sismologiche installate ieri dagli esperti dell’ente, in prossimita’ degli epicentri delle due scosse principali: quella di magnitudo 5,9 avvenuta alle 4,03 del 20 maggio e quella di magnitudo 5,1 delle 15,18. ”In questo modo – ha aggiunto Amato – diventa possibile localizzare anche i terremoti piu’ piccoli”. I dati rilevati dalle altre sei stazioni saranno analizzati successivamente in modo da delineare in modo piu’ preciso il sistema di faglie, innanzitutto per capire quante sono. A spingere verso l’ipotesi che si sia attivata piu’ di una faglia e’ il fatto che due terremoti forti, di magnitudo 5,9 e 5,1, siano avvenuti a distanza di poche ore e in due localita’ diverse. ”Le repliche – ha detto ancora – sono distribuite lungo una fascia che si estende per 40 chilometri tra Ferrara e Finale Emilia. Si trovano ad una profondita’ variabile tra 6 e 10 chilometri: al momento e’ difficile localizzarle esattamente; in seguito saranno fatte misure piu’ precise”.
Sciame sismico in Emilia Romagna, Ingv: “si riduce l’intensità delle scosse”


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