“Sono certo che lo Stato non fara’ mancare il suo sostegno, il suo appoggio, la sua solidarieta’ all’Emilia Romagna non lo fece mancare ieri alla gente del Friuli colpita dal terribile terremoto del 1976“. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano stasera nel corso di una cerimonia al teatro comunale di Gemona dove gli e’ stata conferita la cittadinanza onoraria del comune friulano. E Napolitano ha quindi ricordato “e’ straordinario quello che si e’ visto qui in Friuli, la ricostruzione di questa citta’ rasa al suolo dal terremoto che causo’ 400 vittime su 1.200 abitanti e come si sia riusciti in una rinascita straordinaria“. Per Napolitano questa rinascita e’ stata possibile “grazie ai friuliani e al popolo italiano in momenti difficili riesce ad unirsi per superare queste difficolta’, e come allora in Friuli sono certo che si supereranno quelle di oggi in Emilia Romagna“. Quindi il capo dello Stato ha ricordato anche il “modello istituzionale che permise di delegare le responsabilita’ dal governo alla Regione e dalla regione alle comunita’ locali, ai sindaci“. Secondo Napolitano poi “anche la ricostruzione del Friuli del ’76 fa parte delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia: un lungo percorso che ci ha visto piu’ volte cadere e risollevarci come nei difficili anni ’70, e come nel ’76, anni del terrorismo e del terremoto in Friuli. Emergenze, sfide che sono state superate grazie appunto allo spirito di solidarieta’ nazionale“. Cosi’ il capo dello Stato riferendosi al terremoto di oggi in Emilia Romagna si e’ detto certo che “dobbiamo farcela e ce la faremo“. Il presidente della Repubblica celebrerà la festa della Repubblica del 2 giugno con “sobrietà” dedicando la celebrazione alla memoria delle vittime del terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna. “Noi celebreremo il 2 giugno – ha sottolineato il capo dello Stato – che è l’anniversario della nascita della Repubblica“, una festa, ha proseguito il presidente, che deve dare “conferma della vitalità e della forza democratica del paese che saprà affrontare le sfide che ha davanti a sé, sfide complesse che ci pone di fronte la storia e il mondo che cambia”. Il presidente Napolitano ha ricordato che la situazione attuale è anche frutto “delle arretratezze che non abbiamo saputo superare, di non saper essere stati all’altezza delle nuove necessità“. Il Capo dello Stato ha ribadito che l’Italia saprà mettere in luce “un ritrovato spirito comune e di interesse nazionale“. “Celebreremo, quindi – ha aggiunto Napolitano – sobriamente il 2 giugno e lo dedicheremo alla memoria delle vittime del terremoto in Emilia Romagna, al dolore delle famiglie, ai molti scoramenti che devono essere superati in una rinnovata solidarietà nazionale come avvenne nel 1976 in Friuli”. Il presidente della Repubblica, la cui voce è stata più volte rotta dalla commozione mentre ricordava il terremoto del Friuli accostandolo al dramma che sta vivendo l’Emilia Romagna, ha anche evidenziato la necessità di essere “affratellati nel comune interesse nazionale oltre i calcoli di parte”, evidenziando l’importanza anche della dialettica in politica “vero sale della democrazia”


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