Spazio: aperti i compartimenti stagni tra la capsula Dragon e la Iss

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L’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale “Alpha” ha aperto i compartimenti stagni per accedere alla capsula “Dragon”, la prima navicella privata attraccata ieri sulla Iss: lo ha annunciato la Nasa, precisando che l’apertura dei portelli è avvenuta alle 11.53 ora italiana. L’equipaggio della Iss trasferirà a bordo della Stazione i 521 chili di provviste alimentari e materiale scientifico stivati a bordo della capsula; infine, verranno caricati sulla “Dragon” 660 chili di materiale frutto degli esprimenti scientifici condotti sulla Iss, operazioni per le quali saranno necessari diversi giorni. La “Dragon” era stata catturata ieri pomeriggio dal braccio robotico della stazione con oltre due ore di ritardo rispetto ai tempi inizialmente previsti, un ritardo dovuto ad alcuni aggiustamenti degli strumenti della capsula – ingannati da un riflesso proveniente da uno dei moduli dell’Iss – e a un’ulteriore verifica dei dati per accertare il perfetto funzionamento dei sistemi di bordo; l’aggancio vero e proprio era avvenuto alle 18.02 ora italiana. La capsula – costruita dalla statunitense SpaceX – è riutilizzabile ed è in grado di trasportare un massimo di sette astronauti o di essere utilizzata per missioni cargo anche senza equipaggio: è stata la prima navicella privata a raggiungere l’orbita terrestre, nel dicembre 2010, grazie ad un vettore a due stadi Falcon 9. La prima missione è dimostrativa: “Dragon”, lanciata senza equipaggio, rimarrà su “Alpha” fino al 31 maggio prima di rientrare il giorno stesso nell’atmosfera e ammarare nel Pacifico, al largo delle coste californiane. La SpaceX ha firmato un contratto da 1,6 miliardi di dollari con la Nasa che prevede dodici voli cargo verso la Iss nell’arco dei prossimi quattro anni; l’Agenzia spaziale statunitense fa affidamento sull’iniziativa privata per sostituire la flotta degli space shuttle – in pensione dal luglio scorso – sia per il rifornimento della Stazione che per il trasferimento degli astronauti, non prima del 2015: al momento solo le capsule russe Soyuz sono in grado di assolvere questo compito.