Spazio: è partita da Cape Canaveral la prima capsula-cargo privata, ‘Dragon’

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Alle 3,44 ora della Florida, le 9,44 in Italia, dalla base di Cape Canaveral e’ decollato il razzo vettore ‘Falcon 9’ diretto verso la Iss, la Stazione Spaziale internazionale in orbita 390 chilometri sopra la Terra, con la capsula-cargo ‘Dragon’: si tratta della prima volta in assoluto in cui di un’impresa del genere si fa carico non un ente scientifico pubblico bensi’ una compagnia privata, la ‘SpaceX – Space Exploration Technologies’ di Hawthorne, in California, alla quale la Nasa ha affidato l’invio di rifornimenti all’equipaggio della stazione orbitante. Il lancio sarebbe dovuto avvenire gia’ sabato scorso, ma in extremis un’avaria a una valvola del motore principale, peraltro prontamente sistemata, aveva imposto uno slittamento della missione.
La ‘Dragon’ e’ in grado di trasportare fino a sette persone, ma in questa occasione sara’ utliizzata soltanto come modulo da carico. Si tratta infatti di un lancio sperimentale che, se avra’ successo, consentira’ tuttavia alla Nasa, dopo la recente conclusione del trentennale programma ‘Shuttle’, di riprendere entro il 2015 l’invio di esseri umani nel cosmo. Al momento l’agenzia spaziale americana deve invece contare, al prezzo di oltre 60 milioni di dollari a persona, sulla collaborazione della Russia che, insieme a Giappone e Unione Europea, provvede inoltre alle spedizioni merci. E’ appunto a quest’ultimo scopo che si e’ deciso di provare la capsula, la quale portera’ alla Spazione Internazionale, tra l’altro, 4,6 quintali di generi alimentari e altri beni di prima necessita’. Ad assisterla saranno i sei membri dell’equipaggio della Iss, che provvederanno all’assistenza in fase di attracco, allo scarico e infine alla sistemazione del carico che sara’ reinviato sulla Terra.
A circa 180 secondi dalla partenza da Cape Canaveral, il primo segmento del ‘Falcon 9′ contenente i motori si e’ staccato, e si sono accesi i propulsori del secondo, che a sua volta si e’ separato dalla ‘Dragon’ dopo nove minuti di volo, una volta che questa ha raggiunto la propria posizione orbitale. Assorbendo energia solare attraverso appositi schermi, la capsula al terzo giorno della missione, giovedi’, sara’ in grado di accendere i suoi razzi direzionali, e compira’ un primo, complesso passaggio circa 2 chilometri e mezzo al di sotto della stazione, il cosiddetto ‘fly-under’. Cio’ permettera’ ai sei astronauti di osservarne il movimento. Venerdi’, quarto giorno della missione, sempre che non si verifichino imprevisti la capsula intraprendera’ l’avvicinamento alla Iss, alla quale si attracchera’ con l’ausilio del braccio robotico di quest’ultima. Al sesto, sabato 26 maggio, gli astronauti aprirano il portello di accesso alla stiva. Capsula e stazione dovrebbero rimanere collegati fino al 31 maggio: a quel punto la ‘Dragon’ tornera’ indietro e ammarera’ nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste della California meridionale. Si tratta insomma del capitolo iniziale di una nuova era, nella quale si punta alla massima collaborazione tra entita’ pubbliche e private per ampliare il raggio della ricerca spaziale, anche in senso meramente commerciale: si pensi ai ‘turisti’ che pagheranno cifre astronomiche per provare l’ebbrezza di un viaggio nel cosmo, in tal modo contribuendo a loro volta al finanziamento dei programmi scientifici; oppure ai ricercatori al servizio dell’industria, che pagando una sorta di ‘biglietto’ potranno usufruire del laboratorio orbitante che, in sostanza, la Iss e’. La Nasa ha contribuito frattanto con quasi 400 milioni di dollari al programma della ‘SpaceX’, che prevede un esborso complessivo pari a 1,2 miliardi di dollari: da uno studio effettuato dall’Ufficio Contabile Federale del governo degli Stati Uniti, emerge come un’iniziativa analoga, ma affidata interamente alla Nasa secondo i criteri tradizionali, avrebbe comportato un costo globale da quattro ad addirittura dieci volte superiore.