Terremoto, allarme a Bologna per le due torri: Asinelli e Garisenda sono vecchie e si muovono a ogni scossa

Le famose “Due Torri” di Bologna, Asinelli e Garisenda, sono a rischio per il terremoto che sta colpendo l’Emilia Romagna: sono lì in piedi da quasi mille anni, e forse per questo motivo rischiano grosso a causa delle scosse che in questi giorni stanno scuotendo il territorio appena a nord/ovest del capoluogo emiliano.
La fisica dell’Ingv Arianna Pesci sta monitorando la situazione delle due torri con un sistema particolare, e in un’intervista a ‘Repubblica’ ha spiegato che “la nostra impressione è che, dopo il forte terremoto dei giorni scorsi, qualche differenza nelle torri ci sia. Per ora non sappiamo dire in che termini, aspettiamo i risultati delle analisi, ma siamo preoccupati da queste continue scosse.Ora dobbiamo elaborare i dati  –  ripete con apprensione  –  la prossima settimana avrete una risposta. Siamo alla caccia di possibili indizi. Ora il nostro obiettivo è un accurato studio morfologico per capire le zone di maggiore fragilità“. Le torri, infatti, sono molto fragili. E soprattutto si muovono. Millimetri impercettibili a occhio nudo. “Già nel 1902 il professor Cavani scoprì che il calore del sole le faceva muovere“.
Ma dopo 900 anni gli acciacchi non si contano: entrambe hanno diverse gradi di inclinazione a seconda dei lati, ci sono punti dove i mattoni sono “affaticati” mentre in altre zone sono gonfi a causa del peso: “Si pensi a una lattina di Coca Cola. Se la pieghiamo, vediamo che alcune parti rientrano, altre si deformano. È quello che è successo alle torri nel tempo”. Altro problema, quello della torsione (“è come strizzare una lattina“). Entrambe sono piene di “rientranze“, “bombature” e “zone di compressione” nei punti di massimo carico.
Oggi le due torri presentano zone di evidente debolezza, dobbiamo capire come hanno reagito a queste centinaia di scosse“. Mentre parla, la fisica dell’Ingv sfoglia il corposo dossier consegnato a Palazzo d’Accursio già nel 2010, quando l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia mise nero su bianco le sue preoccupazioni sullo stato di “affaticamento” delle torri. “Il timore è che il terremoto abbia peggiorato la situazione, e gli interventi di consolidamento degli ultimi anni potrebbero non bastare“. Entrambe costruite per durate nei secoli “ora sono affaticate dall’età ma siamo fiduciosi sulla loro tenuta“.
L’intera città è “osservata” dagli esperti dell’Ingv con occhio scientifico: “In quanti sanno che quando piove molto, le falde acquifere si “caricano” e il suolo della città si alza di alcuni centimetri?“, conclude l’esperta.