Dopo il miracolo di Cavezzo, dove una donna è stata estratta viva dalle macerie dopo 12 ore dal sisma di stamattina, si spera nel miracolo di Medolla, sempre nel modenese, dove i soccorsi stanno cercando l’ultimo disperso del nuovo forte terremoto che oggi ha scosso la pianura Padana. Si tratta di un operaio, schiacciato dalle macerie dell’azienda Haematronic, crollata in seguito alla scossa di stamattina. Nell’azienda sono morti altri tre suoi colleghi. Uno e’ stato trovato in mattinata ed è stato travolto vicino all’ingresso mentre tentava di scappare. Gli altri due sono stati trovati nel pomeriggio. Adesso si cerca l’ultimo disperso. Uno di loro stamattina aveva risposto al telefono e questo faceva ipotizzare che fosse ancora vivo. I soccorsi sperano che sia proprio l’ultimo ancora non ritrovato, affinchè riescano a estrarlo vivo. In tutto, intanto, i morti accertati sono 16, 3 a Mirandola, 3 a San Felice sul Panaro, una a Concordia, una a Cento, una Novi di Modena, 3 a Medolla e 4 a Cavezzo.
Quanto ai danni, sono stati rilevati crolli di diverse entita’ nelle province di Modena, Ferrara, Piacenza, Mantova e Bologna, e crolli minori a Rovigo e Reggio Emilia. Il governo proclamera’ per il 4 giugno il lutto nazionale.
Le scosse piu’ forti si sono registrate alle 9 di mattina, con epicentro tra Midolla e Mirandola (una scossa di magnitudo 5,8), e intorno alle 13, con epicentro San Possidonio e Novi di Modena (due scosse di magnitudo 5,3 e 5,1 a distanza di quattro minuti l’una dall’altra).
In mattinata il modenese era stato colpito da 40 scosse di magnitudo superiore a 2.0 della scala Ritcher, di cui 5 superiori al grado 4.0. Numerosi cittadini, impauriti, sono scesi in strada e diverse strutture pubbliche sono state evacuate in via precauzionale come l’ospedale di Carpi e il palazzo del Comune di Bologna. Il centro storico della cittadina di Crevalcore e’ stato chiuso per crolli e sono state evacuate circa 2000 persone.
Nelle zone colpite operano adesso 1.200 vigili del fuoco, 218 unita’ in piu’ rispetto a quelle inviate dopo le scosse di domenica scorsa. E’ stato costituito un nuovo Comando operativo avanzato dislocato a Reggio Emilia. Nelle aree stanno convergendo 13 sezioni operative, provenienti da Lombardia, Veneto, Toscana e Marche. Le nuove scosse non sono scaturite da una faglia diversa da quelle del 20 maggio, come ipotizzato in un primo momento, ma “dalla stessa faglia o da una faglia parallela orientata nello stesso modo di quella attivata il 20 maggio“. E’ quanto comunicano gli esperti dell’Ingv, secondo cui tra l’altro “la distribuzione delle repliche evidenzia che la fascia attivata con i terremoti odierni estende la zona attiva fino alla provincia di Reggio Emilia, con una estensione totale di quasi 50 km“. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita a Faedis, in provincia di Udine, ha dichiarato: “Celebreremo il 2 giugno sobriamente e dedicheremo le celebrazioni alle popolazioni colpite dal terremoto“. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, in sala stampa a palazzo Chigi accanto al presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, ha garantito l’intervento “in tempi brevi” e chiesto ai cittadini delle zone colpite di “avere fiducia“. L’impegno dello Stato, ha detto Monti, sara’ “garantito da subito“, le istituzioni “non sono impreparate“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?