Terremoto Emilia: energia fortunatamente liberata in due tempi, con un’unica forte scossa sarebbe stata una nuova Irpinia

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I terremoti del 20 e del 29 maggio hanno liberato in due tempi l’energia accumulata nel sistema di faglie del margine settentrionale dell’Appennino. Se non fosse stato cosi’, l’energia si sarebbe liberata tutta in una volta, in un terremoto molto piu’ violento. Lo ha osservato il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), a margine della conferenza stampa sul terremoto in Emilia organizzata oggi a Roma. ”Se i due terremoti fossero avvenuti contemporaneamente ci saremmo trovati di fronte ad uno scenario peggiore”, ha osservato l’esperto. Sarebbe stata un’eventualita’ niente affatto improbabile, considerando che si e’ attivato lo stesso sistema di faglie. Se le cose fossero andate diversamente, la situazione sarebbe stata analoga a quella del 1980 in Irpinia, quando nel giro di 40 secondi si sono attivate tre faglie diverse: la combinazione delle loro magnitudo (6,4, 6,6 e 6,3) ha dato come risultato un sisma di magnitudo 6,9.