Terremoto Emilia Romagna, altre forti scosse pochi minuti fa. Boschi: “continueranno per settimane”

Continua a tremare la terra in Emilia Romagna dopo la forte scossa di magnitudo 5.8 Richter delle 09:00 di stamattina: l’ultima scossa si è verificata alle 10:15 ed è stata di magnitudo 3.8 Richter. Negli ultimi 90 minuti ci sono state ben 18 scosse di magnitudo superiore a 3.0 Richter! “Quest’ultima forte scossa non e’ legata direttamente a quella avvertita nei giorni scorsi in Emilia, ma nasce indubbiamente dalla stessa realta’ dinamica della zona: sono conseguenze dello stato di tensione e di sforzo in cui si trova questa regione, determinata dalla dinamica dell’interno della Terra e della crosta terrestre che e’ in continua evoluzione e crea situazioni del genere” ha quanto spiega il sismologo Enzo Boschi, contattato dall’Adnkronos a Bologna, dove ha avvertito chiaramente la scossa che questa mattina ha avuto nuovamente come epicentro la provincia di Modena. “In genere, dopo una forte scossa, si registrano solo scosse di assestamento – premette BoschiMa in Italia e’ gia’ successo che due scosse forti, piu’ o meno della stessa entita’, si siano registrate a distanza di pochi giorni, basti ricordare il terremoto in Umbria. E in Friuli si registrarono a distanza di pochi mesi. Quindi non si puo’ escludere neanche questa volta, in Emilia. Il sistema libera energia: puo’ farlo in un solo colpo, in piu’ di uno oppure in piccole fasi successive“. Quanto al terremoto avvertito stamane un po’ in tutto il Centro-Nord, per Boschi “e‘ normale che le scosse si avvertano anche in un raggio molto esteso, da Milano a Bolzano o a Firenze: questo non deve meravigliare. Ancora non siamo in grado di quantificare le scosse che si succederanno in quella zona. Penso che continueremo ancora, almeno per settimane, a osservare scosse successive, come spesso succede in questi casi. Quello che e’ di particolare interesse – sottolinea il sismologo – e’ che anche la scossa di oggi, di magnitudo 5.8, non abbia superato quota 6, a conferma di quanto abbiamo sempre pensato con un certo margine di confidenza e che cioe’ in queste zone si possono generare terremoti al massimo di magnitudo 6 ma non oltre“.