Diciassette morti, 15mila assistiti, piu’ di 350 feriti. Sono i numeri complessivi dopo le tante scosse, tre delle quali di grado superiore a 5 della scala Ritcher, che si sono abbattute sul modenese a 10 giorni dal primo sisma che ha colpito l’Emilia. E la procura di Modena ha anche aperto un’inchiesta per omicidio colposo, riguardante il crollo di numerosi capannoni. L’ultima vittima del terremoto che ha colpito il territorio emiliano e’ stata l’operaio, inizialmente dato per disperso e trovato morto tra le macerie del capannone di Medolla. Non e’ in pericolo di vita, invece, la donna sopravvissuta al terremoto ed estratta dalle macerie dopo il crollo della sua casa a Cavezzo. 228 le scosse che si sono susseguite ieri dopo quella principale, delle 9 di mattina. Alle 14 di oggi una nuova scossa di grado 3.2 e’ stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nei pressi di Mirandola, Medolla e San Possidonio. E una scossa sismica di magnitudo 2.8 e’ stata avvertita anche tra i comuni di Castrovillari, Morano Calabro e San Basile in provincia di Cosenza: secondo i rilievi registrati dall’Ingv, l’evento sismico si e’ verificato alle 18.17. Dalle verifiche effettuate dalla protezione civile non risultano danni a persone e cose. Secondo il presidente dell’ Ingv, Stefano Gresta, “non si puo’ escludere che ci siano repliche di magnitudo uguale o superiore a 5 nelle prossime settimane”. Gresta ha anche affermato che servira’ “riprendere tutti i dati per individuare se la causa delle ultime scosse e’ una seconda faglia o il movimento della prima”.
Medolla, nel frattempo, e’ un paese ‘fantasma’, con gran parte dei 6mila residenti fuori dalle proprie case. In via precauzionale, dopo la scossa di ieri, il sindaco ha emesso un’ordinanza, chiedendo ai residenti di abbandonare le abitazioni per almeno due giorni. Per far fronte all’emergenza in Emilia, il Consiglio dei ministri ha deciso l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti, che pero’ “durera’ fino al 31 dicembre”. Alla domanda su un possibile aumento dell’Iva, il premier, Mario Monti, ha risposto: “Credo si debba evitare, pero’ vedremo”. Il Consiglio ha anche approvato l’estensione dello stato di emergenza alle Province di Reggio Emilia e Rovigo, l’istituzione di una giornata di lutto nazionale per il 4 giugno e il rinvio a settembre dei versamenti fiscali e contributivi delle zone colpite. La procura di Modena ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e lesioni colpose in relazione ai crolli causati dal terremoto e alla morte di numerosi operai. L’inchiesta, che allo stato non vede indagati, si focalizzera’ sulle cause che hanno portato al collasso dei capannoni nella aree piu’ colpite, per accertare se sono state rispettate le norme antisismiche nella progettazione e costruzione. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da Pordenone ha posto la parola fine alle polemiche sulle celebrazioni del 2 giugno. “Le celebrazioni si faranno” ha detto il capo dello Stato. Sara’ pero’ un 2 giugno improntato a “funzionalita’ e sobrieta'”. Vengono confermate la rassegna militare (ulteriormente ridotta nei numeri) e l’incontro al Quirinale con le istituzioni. Napolitano ha anche criticato le “politiche pubbliche per le prevenzioni che sono state gravemente inadeguate”. Il premier, Mario Monti, ha deciso di rimanere a Roma anche domani a causa dell’emergenza: non partecipera’ alle due conferenze in programma a Bruxelles. “Nessuno lascera’ solo nessuno” ha assicurato il presidente del Consiglio. Anche il Papa Benedetto XVI ha auspicato che “con l’aiuto di tutti e la solidarieta’ dell’intera nazione possa riprendere al piu’ presto la vita normale in quelle terre cosi’ duramente provate”.


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