Terremoto Emilia Romagna, ancora scosse e paura: il punto della situazione

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Ancora scosse e paura tra gli sfollati nelle province di Modena e Ferrara duramente colpite dal terremoto che ha fatto sentire la sua potenza anche in parte del Veneto, della Lombardia e della Toscana e che ha provocato 7 morti e decine di feriti costringendo almeno 4 mila persone a lasciare le proprie case. La terra e’ tornata a tremare nella notte e si moltiplicano le ‘zone rosse’ nei tanti centri storici dei piccoli comuni per i ripetuti crolli dei palazzi piu’ antichi. A Sant’Agostino si e’ aperta una voragine di venti metri sulla facciata laterale del municipio e le continue scosse provocano ancora crolli. Stesso problema a Finale dove ieri e’ caduta una torre. A Massa finalese il centro e’ stato chiuso al traffico bloccando la strada per Mirandola. La macchina dell’assistenza messa a punto a tempo di record dalla Protezione civile e dalla Regione continua intanto a correre senza sosta. Nella notte sono stati allestiti 3.700 posti letto di cui 2.500 nel modenese, 900 nel ferrarese e 300 nella provincia di Bologna. Utilizzate scuole, palazzetti dello sport e campi tenda partiti da diverse Regioni italiane. Anche le strutture alberghiere sono state messe a disposizione degli sfollati. Molti comunque hanno preferito non allontanarsi dai loro Paesi. Il numero degli sfollati pero’, anche per la paura di rimanere nei propri alloggi, sembra destinato a crescere. L’obiettivo della Protezione civile e’ arrivare a strutture di accoglienza per 4.500 persone. “Restiamo qui fin quando durano le scosse“, affermano i terremotati ospiti nella scuola elementare di Mirandola. Nell’aula magna e nell’atrio centrale sono state collocate le brandine che hanno accolto circa 200 persone, fra anziani e famiglie. I bambini giocano fra i corridoi, mentre i volontari raccolgono i nomi delle persone che chiedono i controlli dei vigili del fuoco. “Che nel 2012 crollino coperture di capannoni costruiti negli anni 2000 deve fare riflettere piu’ di tante altre cose“. Commenta Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione Civile. Ma a registrare i danni maggiori e’ stato il patrimonio artistico e storico e lo stesso ministro ai beni culturali Lorenzo Ornaghi parla di diverse decine di milioni. I sindaci della Bassa Modenese stanno invece valutando l’ipotesi di chiudere in anticipo l’anno scolastico che dovrebbe terminare il 9 giugno. “Le scuole sono piene di sfollati“.