Il sisma nel modenese e’ un evento che si poteva prevedere, ma non troppo. Per Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, era prevista la possibilita’ che l’evento si verificasse, ma non con questa intensita’. Era prevedibile perche’ “l’Emilia Romagna e’ una zona che e’ stata colpita altre volte da sismi in passato, e di intensita’ superiore ai 5 gradi Ritcher“. Era inattesa, perche’ “negli ultimi 400 anni non c’erano stati eventi di questo genere“. Quindi: “che avvenisse un evento di intensita’ 6 ci poteva stare, era poco probabile che avvenisse prima dei prossimi 50 anni“.
La zona dell’Emilia e’ una zona di terzo livello di sismicita’, spiega il geologo, “ce ne sono diverse in Italia di primo e secondo livello lungo le dorsali appenniniche, quindi piu’ a rischio“. E’ difficile dire se ci saranno altri eventi sismici, in ogni caso: “davanti a un evento con rilascio cosi’ severo, e’ improbabile che non ci sia uno sciame. Dobbiamo capire se nelle prossime ore gli eventi diminuiranno di intensita’, ma ora e’ presto per dirlo“. Cosa possono fare la gente e le istituzioni? “Occorre innanzitutto un salto di qualita’ culturale. Siamo un Paese che non riesce a discutere di queste cose in tempo di pace, ma solo in tempi di emergenza. Le cose da fare andrebbero discusse una volta superata l’emergenza“. Sono almeno due le strade secondo il geologo: “l’adeguamento sismico dei nostri edifici, visto che numerosi palazzi non hanno resistito a un sisma di magnitudo 6, mentre in altri Paesi, come il Giappone, questo non avrebbe causato danni; e poi servirebbe lo studio degli effetti geologici che un sito ha rispetto a un altro, occorre conoscere l’effetto per capire quali sono le possibili risposte“.
“Dato che esiste la certificazione energetica per gli edifici – continua Graziano – si faccia anche un documento che garantisca la sicurezza sotto il profilo sismico del fabbricato“. La gente puo’ informarsi sulle condizioni strutturali degli edifici, mentre le istituzioni “sono state tante volte sollecitate e hanno risposto sempre in modo parziale“. La macchina delle emergenze, secondo Graziano, “funziona ma poi tutto questo finisce. Il governo farebbe bene a sedersi a un tavolo con gli esperti per studiare le possibili soluzioni“. Inoltre, per il geologo, nelle pubbliche amministrazioni “dovrebbero esserci piu’ tecnici. Se ci fossero piu’ geologi, ingegneri idraulici e cosi’ via, magari qualche emergenza potrebbe essere evitata“.
Terremoto Emilia Romagna, Gian Vito Graziano: “era prevedibile, ma non così forte”


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