Terremoto Emilia Romagna: i meccanismi focali della sequenza sismica degli ultimi 36 anni

I dati registrati dalle reti sismiche dell’Ingv permettono di determinare il tipo di movimento che avviene su una faglia, attraverso la determinazione del meccanismo focale. Per i terremoti più forti della sequenza (M>4) sono stati determinati i meccanismi focali con la tecnica dell’inversione del momento tensore di dati a distanza regionale (RCMT). Si veda: http://www.bo.ingv.it/RCMT/.
I meccanismi focali relativi alla sequenza sono rappresentati dalle sfere in cui i settori in trazione sono in rosso. I meccanismi rappresentati dal colore nero rappresentano sorgenti sismiche relative ad eventi di magnitudo superiore a 4.0 avvenuti dal 1976 fino all’inizio di questa sequenza. Il grafico in figura 3 mostra che i terremoti di questi giorni sono dovuti a un processo di
raccorciamento in atto al di sotto della pianura padana tra l’Appennino e la placca adriatica sottostante, con direzione di massima compressione circa nord-sud o nordest-sudovest.