Stato di emergenza della durata di 60 giorni per i territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova; subito a disposizione 50 milioni di euro del Fondo per la Protezione Civile per sostenere le spese per i soccorsi, l’assistenza e la messa in sicurezza provvisoria dei siti pericolanti; provvedimenti sui pagamenti fiscali, con un intervento che consenta ai Comuni colpiti un allentamento del patto di stabilità interno e il rinvio del pagamento dell’Imu per le abitazioni e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili. È quanto ha deliberato il governo nel Consiglio dei Ministri di oggi per far fronte all’emergenza terremoto che domenica ha colpito l’Emilia-Romagna. In quelle zone “la situazione è complessa per le difficolta oggettive di prestare soccorsi compreso il maltempo che non ha aiutato, ma ho avuto un’impressione fortemente positiva per quanto riguarda la volontà di ripresa di queste popolazioni che sono quasi tutte impegnate in attività imprenditoriali”, ha detto il premier Mario Monti rientrato a Roma dopo il sopralluogo di stamattina a Sant’Agostino, nel ferrarese, dove ha incontrato i familiari degli operai morti sotto il crollo delle mura delle aziende i cui lavoravano. Il presidente del Consiglio – che è stato anche contestato da un un gruppo di cittadini – ha anche spiegato che con il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani “si stanno vedendo i modi, anche innovativi, per mobilitare le forze dell’economia, le banche e da parte dello Stato accompagneremo questo processo per consentire una rapida ripresa delle attività”. Per Monti “ci sono stati danni molto gravi”, ma c’è anche “una popolazione che ha una grande voglia di ricostruire presto e di riprendere presto le attività economiche”. Proseguono intanto le attività di soccorso e aiuto agli sfollati: sono circa 5.300 le persone assistite nelle strutture comunali, nei centri di accoglienza allestiti dalle colonne mobili regionali e negli alberghi, soprattutto nel modenese (circa 3.200) e nel ferrarese (1.600). Tra le province di Modena e Ferrara continua a tremare la terra: da stamattina sono più di 20 le scosse registrate, oltre 200 da domenica, tutte di magnitudo superiore al secondo grado Richter. Procede anche la verifica di agibilità degli edifici per consentire il più rapido rientro nelle proprie abitazioni da parte dei cittadini: sul posto stanno operando oltre 690 vigili del fuoco con più di 100 mezzi (circa 2.200 gli interventi realizzati), 250 carabinieri, 125 agenti della polizia, più di 60 unità tra Finanza, Centro operativo interforze e Forestale, con un totale di 26 mezzi. I volontari delle colonne mobili delle Regioni sono 1.250, 144 quelli delle organizzazioni nazionali e 177 della Croce Rossa. La priorità dalla Protezione civile, ha spiegato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, anche lui con Monti, è quella di “incentivare le verifiche delle case non lesionate” per consentire alle persone di rientrare il prima possibile. Gabrielli ha ricordato che al momento non ci sono emergenze per il reperimento e la distribuzione di cibo e farmaci nei vari campi allestiti tra Modena, Ferrara e Bologna. La Regione Emilia-Romagna ha attivato una raccolta fondi rivolta a privati ed enti pubblici che desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto, mentre il neonato governo francese si è impegnato a contribuire a sostenere il recupero del patrimonio storico artistico gravemente danneggiato”, ha riferito il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi che oggi ha incontrato a Cannes il neo ministro della Cultura di Parigi Aurélie Filippetti.
Terremoto Emilia Romagna, i provvedimenti del governo per fronteggiare l’emergenza


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