Terremoto Emilia Romagna, situazione ancora critica: nuove forti scosse, le foto dei danni visti dall’alto

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    In Emilia la terra non smette di tremare. Nel pomeriggio intorno alle 17 si e’ registrata una nuova forte scossa di magnitudo 4 con epicentro nei pressi di Novi di Modena. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia aveva registrato in precedenza alle 13.18 un’altra scossa di magnitudo 3.2 avvertita dalla popolazione in provincia di Ferrara. Le localita’ prossime all’epicentro sono i comuni Mirabello, Vigarano Mainarda e Poggio Renatico. Poco prima alle 13.03 un evento sismico della stessa intensita’ si e’ verificato in provincia di Modena, avendo come epicentro i comuni di Concordia sulla Secchia, San Possidonio e Novi di Modena. Sono state 84, invece, secondo l’Ingv, le scosse che si sono susseguite dopo la mezzanotte fra le province di Modena, Ferrara e Mantova, zona gia’ colpita dai sismi del 20 e 29 maggio. In due giorni si sono registrate cosi’ sul territorio altre 300 scosse. A proposito delle affermazioni circolate in questi giorni circa la necessita’ di aggiornare la mappa del rischio sismico o della pericolosita’ sismica delle aree colpite l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha sottolineato che nelle zone colpite in questi giorni dal terremoto “si e’ accumulato un notevole deficit di protezione sismica, che e’ in parte responsabile dei danni avvenuti” e “una situazione analoga interessa un notevole numero di Comuni, localizzati principalmente nell’Italia settentrionale”. “E’ opinione di questo Istituto – si legge in una nota – che la mappa di pericolosita’ sismica di riferimento sia perfettibile, ma che l’eventuale aggiornamento che tenga conto solo degli ultimi terremoti non ne determini, complessivamente, variazioni significative”.
    Intanto aumentano le stime dei danni. Sono almeno 500 gli stabilimenti danneggiati, 12-13 mila i posti di lavoro a rischio sui 60 mila complessivi dell’area. E proprio sul crollo negli stabilimenti si sta concentrando l’attivita’ della magistratura. Per il solo indotto agroalimentare si parla di 500 milioni di danni. La commissione agricoltura della Camera oggi ha votato una risoluzione che impegna a “reperire le necessarie risorse, previa autorizzazione dell’Unione europea, atte a consentire il ritiro dal mercato delle forme di parmigiano reggiano e di grana padano non piu’ commercializzabili, ma utilizzabili a scopi alimentari da parte dell’AGEA, al fine di consentirne un successivo utilizzo nell’ambito dei piani di intervento gestiti dalla medesima Agenzia”, ma anche “adottare, ove si rendesse necessario, iniziative idonee a sostegno delle imprese che hanno offerto in garanzia per l’accesso al credito prodotti agroalimentari di particolare valore, come ad esempio parmigiano reggiano e grana padano, risultati danneggiati a seguito del terremoto”. E’ in corso anche una valutazione sui danni subiti dalle scuole per decidere come procedere per la fine dell’anno scolastico: come ha spiegato il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, il ministero comunichera’ le procedure per gli esami di terza media, che in tutta Italia cominceranno il 16 giugno, e di maturita’, previsti a partire dal 20. Ieri il governo ha varato le misure finanziare l’emergenza terremoto attraverso l’aumento dell’accisa di due centesimi sulla benzina e l’utilizzo del “tesoretto” recuperato dalla spending review: risorse per 2,5 miliardi. Di questi 500 milioni arriveranno dall’aumento di due centesimi dell´accisa sui carburanti, che termina il 31 dicembre, mentre un miliardo per il 2013 e un altro per il 2014 dalla spending review. Nel frattempo, vengono sospesi sfratti, rate di mutuo, versamenti di tributi e tasse statali e locali, come Irpef, Ires, Iva, Irap, addizionali. Acconto Imu di giugno compreso. Mentre i Comuni interessati potranno derogare dal Patto di Stabilita’ e spendere per la ricostruzione.