Terremoto Emilia Romagna, Susanna Camusso (Cgil): “tragedia del lavoro, adesso serve aiuto”

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Non abbandonare le popolazioni colpite dal sisma in Emilia, e capire subito come cominciare a ricostruire. E’ il messaggio che il leader della Cgil Susanna Camusso affida alle pagine dell’Unita’. “Appare in tutta la sua crudezza la necessita’ di non lasciare sole le popolazioni e i comuni colpiti, di decidere, insieme alle forme di raccolta e di solidarieta’, come cominciare a ricostruire“, scrive Camusso, “occorre farlo subito, perche’ quello che non deve succedere e’ che passi l’idea che non c’e’ futuro e non ci sara’ lavoro“. – “Va detto con chiarezza“, ha aggiunto Camusso, “servono risorse per le popolazioni colpite, per la messa in sicurezza delle scuole, per intervenire sui danni subiti dal patrimonio artistico e per la ricostruzione dei luoghi di lavoro, rimettendoli in condizione di ripartire“. Quelle immagini “del lavoro prima vittima che hanno tanto colpito“, insiste il numero uno della Cgil, “devono tradursi nella scelta di misure concrete per accrescere la sicurezza e far ripartire il lavoro“.

Forse sarebbe servita una pausa piu’ compiuta” prima della ripresa delle attivita’ nelle zone dell’Emilia colpite una prima volta dal terremoto il 20 maggio, ha detto sempre la Camusso stamattina in un intervento al ‘Ruggito del coniglio’ su Radio2. Ma questo, ha subito sottolineato la leader della Cgil, “lo si dice con il senno di poi. Il problema e’ come si costruisce in questo Paese“. Ieri, ha ricordato, “il primo a morire e’ stato un ingegnere che stava provando la stabilita’ di un capannone. Dunque bisogna distinguere i comportamenti di chi stava mettendo alla prova la stabilita’ e di chi ha invece ignorato che gli eventi avevano gia’ provato la sismicita’ della zona“.