Terremoto Emilia Romagna: tutti i numeri dell’emergenza. Gli sfollati sono 7.000

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Due nuovi campi d’accoglienza, uno a San Carlo (Ferrara) e l’altro a Medolla (Modena), per ospitare la popolazione delle zone colpite dal terremoto. A sette giorni dal sisma continua il lavoro della Protezione civile dell’ Emilia-Romagna e dei suoi volontari, che con vigili del fuoco e tecnici stanno verificando l’agibilita’ degli edifici danneggiati. Oramai gli sfollati sono 7.000. Lo spiega la Regione Emilia-Romagna.
A San Carlo, frazione di Sant’Agostino, particolarmente colpito dal fenomeno della ‘liquefazione’ delle sabbie, e’ stato allestito tra ieri e oggi un campo per il centinaio di famiglie evacuate per motivi di sicurezza due giorni fa. Gestito dal Dipartimento e dall’associazione volontari della Protezione civile nazionale, il campo puo’ ospitare fino a 250 persone. Ora ne assiste circa cento. Il secondo campo e’ in corso di allestimento a Medolla, nel Modenese. Dotato di circa 250 posti, accogliera’ cittadini di Medolla, di Cavezzo e di San Prospero ed e’ realizzato dalla Protezione civile della Regione Molise.
Sono circa 7.000 le persone assistite in 89 luoghi, tra edifici coperti e campi attrezzati dalla Protezione civile; 19 i campi di accoglienza, 53 le strutture al coperto e 17 gli alberghi. La capienza complessiva disponibile e’ di 9.000 posti.
I volontari di Protezione civile impegnati nelle zone colpite dal terremoto sono circa 1.400, di cui 500 provenienti da altre Regioni: dal Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Umbria, Molise, Piemonte, Toscana, Val D’Aosta e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.
Al lavoro circa 700 vigili del fuoco – che hanno fatto complessivamente 3.400 interventi di soccorso e circa 6.400 verifiche statiche – e 45 squadre Nvr (Nucleo Valutazione Regionale) in campo ogni giorno con l’aiuto di geologi, ingegneri e architetti. Le squadre Nvr – che hanno fatto 2.000 verifiche sugli edifici per definirne l’agibilita’ – sono composte da tecnici della Protezione civile, del Servizio sismico regionale, dei Servizi tecnici di bacino, dei Comuni e di altre Regioni (Piemonte, Umbria e Marche).
Dalla scossa del 20 maggio di magnitudo 5.9, ne sono seguite altre 417, in particolare: 3 di magnitudo superiore a 5; 16 di magnitudo compresa tra 4 e 5; ben 67 di magnitudo compresa tra 3 e 4.