Terremoto, nel 2004 l’avviso: “anche Cavezzo è a rischio”. Ma qualcuno preferì non fare niente

MeteoWeb

La scuola materna e la palazzina del campo sportivo di Cavezzo, nel modenese, sono rimaste intatte nonostante le scosse di terremoto dei giorni scorsi. Altre strutture, nella zona residenziale accanto, sono completamente crollate. I magistrati, che hanno avviato le prime indagini, stabiliranno responsabilità e colpevoli, ma questa da anni era considerata zona sismica e “tutti lo sapevano, solo che in alcuni casi si è preferito non fare niente“. Quello di Flavio Lodi, ex assessore all’ambiente del Comune di Cavezzo nel 2004, non è un semplice sfogo ma una denuncia. Nel 2004, ad un anno di distanza dal sisma che colpì la provincia di Reggio Emilia, anche la l’Area Nord di Modena, la bassa, è stata considerata zona sismica di “livello 2”. In quegli anni, ha ricordato Lodi “in Comune arrivarono proteste su proteste da parte di imprenditori, costruttori e cittadini per tutte le spese che dovevano sostenere“. Lo stesso Comune di Cavezzo ha dovuto mettere a norma diversi immobili di sua proprietà, dalla scuola materna alla palazzina polivalente vicino al campo sportivo. “Abbiamo speso ‘sbarcate’ di soldi per fare i lavori – ha ricordato l’ex assessore -, ma i palazzi dove siamo intervenuti hanno retto benissimo“. “Nella zona residenziale del paese – ha aggiunto Lodici sono due palazzine gemelle, costruite nello stesso periodo da due ditte diverse. Una è intatta mentre l’altra è completamente distrutta. Dal punto di vista tecnico non so come questo sia avvenuto…”. In ogni caso non ci si può nascondere dietro il ‘ non sapevo’, dopo la tragedia. “Questa è la solita mentalità italiana – ha concluso – ci si lamenta tanto di regole e normative, non si fa l’adeguata prevenzione, e poi quando accadono eventi come questo terremoto ci si stupisce di quello che è successo“.