Terremoto Pollino, Torchia: “conoscendo la Calabria, nessuno può dormire sonni tranquilli”

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Dopo il terremoto di stanotte alle pendici del versante meridionale del Pollino, nell’estrema Calabria settentrionale, tra Morano Calabro e Castrovillari, è altissima la paura della popolazione che si possano verificare nuove scosse: i vigili del fuoco e i carabinieri della zona stanno ricevendo centinaia di segnalazioni e richieste di aiuti preventivi, anche se la scossa di stanotte, di magnitudo 4.3 Richter, non ha provocato danni significativi se non qualche crepa in una chiesa di Morano. Abbiamo contattato il sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria con delega alla Protezione Civile, dott. Franco Torchia, il quale ci ha spiegato che “sono arrivati grandi allarmi da parte della popolazione, pensate che la gente voleva addirittura che allestissimo delle tendopoli. Noi vogliamo evitare questi allarmismi, anche perchè questo sciame sismico dura da tantissimo, addirittura è iniziato nell’autunno 2010, ed è normale che all’interno dello sciame – che dura ogni giorno – ci sia qualche scossa più forte che viene avvertita dalla popolazione. Comunque abbiamo convocato per domani mattina una riunione, a Castrovillari, in cui incontreremo tutti i Sindaci dei Comuni interessati all’area dello sciame, in modo da cercare di comunicare loro che c’è poco di allarmarsi e che non siamo in grado di sapere preventivamente se e quando ci sarà una scossa più forte o devastante. Noi, come istituzioni, abbiamo soltanto il compito di prepararci e predisporre tutto il sistema di protezione civile ad effettuare il problema di eventuali emergenze, altro non possiamo fare. Ovviamente dobbiamo sensibilizzare i cittadini a prepararsi a eventuali scosse e ad adottare comportamenti nel caso in cui accada il sisma. E’ ovvio che non siamo in grado di dare certezze e rassicurazioni: conoscendo la Calabria, nessuno può dormire sonni tranquilli. Ma non possiamo sapere quando si verificheranno i terremoti più forti, quindi gli allarmismi possono avere solo conseguenze dannose rispetto a quello che è il tema della prevenzione, che si fa ragionando e riflettendo, non allarmandosi“.