Tre forti scosse di terremoto con stesso epicentro dell’11 Marzo 2011: paura in Giappone

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Tra il 18 ed il 19 Maggio, nell’arco di sole tre ore, tre terremoti di magnitudo 4,74,8 e 5,0, hanno interessato l’area che ha causato il grande terremoto giapponese di magnitudo 9.0 dello scorso 11 Marzo 2011. Secondo l’agenzia scientifica del governo degli Stati uniti, il primo si è verificato alle 21:23 UTC del 18 Maggio, al largo della costa orientale di Honshu, di magnitudo 5.0, ed una profondità registrata di 16,5 chilometri. La seconda si è verificata appena 9 minuti dopo, alle 23:32 UTC sempre del 18 Maggio, di magnitudo 4,7 ed una profondità di 27,4 chilometri, mentre la terza due ore e mezza più tardi, alle 00:08 UTC del 19 Maggio, con profondità stimata a 22,1 chilometri e magnitudo 4.8. La distanza di questi eventi è di soli 162 chilometri dall’epicentro del mega-terremoto, che mette in allerta i geologi della zona. L’evento del 2011, verificatosi nei pressi della costa a nord-est di Honshu, è stato il risultato della spinta provocata dalla faglia vicino al confine della zona di subduzione tra la placca del Pacifico e quella nord-americana. Alla latitudine di questo terremoto, la prima si sposta verso ovest di circa 83 mm all’anno rispetto alla seconda, continuando la sua discesa verso Ovest, al di sotto della fossa del Giappone.  Quel terremoto ha aperto varie fessure al largo delle coste sul fondale marino, di cui una di almeno tre metri di spessore. Secondo Takeshi Tsuji, ricercatore dell’Università di Kyoto in Giappone, l’enorme cicatrice si trova attualmente sul fondo del Pacifico. Il sisma dell’11Marzo fu preceduto da una serie di scosse premonitrici di grandi dimensioni nei due giorni precedenti, con un evento di magnitudo 7.2 a circa 40 chilometri dall’epicentro e con altri tre eventi tellurici superiori alla magnitudo 6. La zona di subduzione della fossa del Giappone ha ospitato nove eventi di magnitudo 7 o superiori dal 1973. Il più grande di questi, un terremoto di magnitudo 7,8 Richter a circa 260 km a nord dell’epicentro dell’ 11 marzo, ha causato 3 morti e quasi 700 feriti nel Dicembre 1994. Nel giugno del 1978, un terremoto di Magnitudo 7,7 a 35 km a sud-ovest dell’epicentro del 2011,  ha causato 22 morti e oltre 400 feriti.

I grandi terremoti in mare aperto si sono verificati nella stessa zona di subduzione nel 1611, nel 1896 e nel 1933, producendo conseguenti onde di tsunami devastanti sulla costa del Pacifico. Questo litorale è particolarmente vulnerabile ai maremoti, perché ha molte baie costiere che amplificano le onde. Il terremoto del 1896 creò tsunami alti oltre 38 metri e 22.000  vittime. Quello del 2 Marzo 1933 provocò invece onde di 29 metri, casando 3000 vittime. Quello catastrofico dell’11 Marzo 2011 è stato il più violento di sempre della regione, ed il quarto più forte a livello mondiale. Un precedente potrebbe essersi verificato il 13 Luglio 869, quando la zona di Sendai fu spazzata da uno tsunami di grandi dimensioni che gli scienziati giapponesi hanno identificato grazie ad antichi documenti ritrovati. Insomma, un’area continuamente devastata da questa forza della natura, che continua da secoli a mietere vittime e paura. La posizione e la tempistica dei prossimi terremoti non può essere prevista, ma queste scosse degli ultimi giorni ricordano la previsione di alcuni modelli dei ricercatori giapponesi che prevedono un nuovo forte sisma nell’area in questione. La frequenza delle scosse di assestamento dovrebbe diminuire con il tempo, ma il calo generale dell’attività può essere punteggiato da episodi di assestamento anche superiori. I rischi di un grande terremoto, è bene sottolinearlo, restano identici rispetto al periodo precdente al grande terremoto del 2011.