Trovati in Spagna i resti di un tapiro del Pleistocene

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Oltre tre milioni di anni fa in quello che era un lago nel cratere di un vulcano, un gruppo di tapiri del Pleistocene e’ stato asfissiato mentre beveva dell’acqua. Gli scheletri fossilizzati di questi animali che ora esistono solo in Asia e in America centrale sono stati trovati nel sito di Camp dels Ninots a Caldes de Malavella, a Girona in Spagna, secondo quanto riportato da El Mundo. A scoprire i reperti, un team dell’Istituto Catalano di Paleoecologia umana e dell’evoluzione sociale (IPHES) ha ritrovato le ossa durante gli scavi effettuati in questo mese nella zona, che comprende fino al 70 per cento dei reperti fossili al mondo di questa specie. “E’ di un “arvernensis Tapirus” lo scheletro ritrovato” ha spiegato Bruno Gomez, ricercatore dell’IPHES che, insieme a Gerard Campeny, co-dirige il progetto da nove anni. “Abbiamo scoperto che il luogo del ritrovamento in passato era un lago di circa 600 metri di diametro formato nel cratere di un vulcano attivo, attraverso il quale fluiva il magma. Nel corso del tempo, l’anidride carbonica concentrata per ragioni sconosciute e’ salita in superficie, uccidendo gli animali che venivano a bere sulle sue rive“. Tra questi, i tapiri. E l’ultimo ritrovato in particolare che si pensa sia una femmina adulta che misura 1,80 metri di lunghezza, 1.30 metri di altezza e dovrebbe pesare circa 250 chili. Oltre agli scheletri dei tapiri, la squadra ha trovato resti di tre bufale, un rinoceronte, un cervo e numerose tartarughe e rane.