Dopo il grave nubifragio che nella nottata fra lunedì 21 e martedì 22 ha colpito la città di Nancy, in Lorena, nell’est della Francia, cagionando la morte di una persona, un’altra intensa ondata temporalesca nel pomeriggio odierno si è concentrata tra l’est dell’Olanda e il nord-ovest della Germania. Nel pomeriggio di oggi violenti temporali, accompagnati da forti rovesci di pioggia, intense fulminazioni, tuoni molto fragorosi e potenti grandinate, hanno flagellato diverse aree al confine fra l’Olanda orientale e la Germania occidentale. Localmente, durante le fasi più intense, si sono scatenate autentiche tempeste, con la caduta di chicchi di grandini, dalle dimensioni di piccole noci, che hanno seriamente danneggiato i tetti di alcune abitazioni e infranti i tergicristalli di molte auto in sosta. Le autorità locali hanno già segnalato danni abbastanza ingenti, specie per autoveicoli danneggiati dai grossi chicchi di grandine che cadevano come macigni. Le forti grandinate hanno colpito pure diverse città, fra il sud e l’ovest della Germania, causando anche consistenti accumuli al suolo, oltre che a molti disagi al traffico stradale.

A Brocken, in Germania, il temporale ha dato luogo ad una possente grandinata che ha imbiancato tutto in pochi minuti. Buona parte di questi temporali, organizzati in più “Cellule temporalesche” autonome che si sono poi unite in un grosso sistema a “Multicella”, si sono formati durante il pomeriggio, con il riscaldamento delle pianure, lungo il confine tra la Germania occidentale e l’Olanda. La forte attività convettiva è scoppiata a seguito dell’ingresso, in quota, di infiltrazioni di aria piuttosto fredda nella libera atmosfera che sono andate a contrastare con l’aria più calda e umida esistente negli strati più bassi. Lo scorrimento di correnti d’aria più fredda, da N-NE e NE, hanno inasprito il “gradiente termico verticale” favorendo al contempo una sensibile destabilizzazione atmosferica, accresciuta nelle ore centrali del giorno dall’insolazione che ha fornito ulteriore calore latente da poter poi essere utilizzato come “carburante” per l’attività convettiva e la formazione di fortissimi moti ascensionali, capaci di costruire imponenti annuvolamenti cumuliformi, con uno spessore superiore ai 10-11 chilometri (Cumulonembi piuttosto grossi).

La presenza di un promontorio anticiclonico dinamico in quota (ondulazione anticiclonica in senso meridiano a 500 hpa) sull’Europa occidentale, esteso dal Marocco fino al Regno Unito e al mar del Nord, ha fatto scivolare, lungo il suo bordo orientale, vari impulsi di aria fredda che dal nord Atlantico, attraverso la penisola Scandinava, sono scivolati verso l’Europa centrale e la regione alpina, rinnovando condizioni di spiccata instabilità su gran parte dell’area mitteleuropea, a causa dei forti contrasti termici, fra il flusso freddo da N-NE in quota e le masse d’aria più tiepide preesistenti nei bassi strati. I contrasti più intensi nel pomeriggio odierno si sono concentrati proprio tra l’est dell’Olanda, la Germania occidentale e l’area carpatico-danubiana, ove era collocato il nocciolo freddo in quota dell’ampia circolazione depressionaria che dall’Italia si è mossa verso i Balcani e la Bulgaria, andandosi progressivamente a colmarsi. I temporali più violenti si sono formati proprio fra l’interno dell’Olanda e la Germania, dove si è venuta a sviluppare un immenso “Cluster” con più Celle, caratterizzato da potenti “Updrafts”, resi ancora più violenti dal fortissimo “gradiente termico verticale”, che è letteralmente scoppiato determinando gli intensi rovesci di pioggia e le pesanti grandinate che hanno causato parecchi danni materiali. Da notare come in molte località prima e durante i temporali le temperature si siano aggirate sui +19° +20°, per piombare sotto i +15° +14° dopo i forti rovesci.


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