
Rapida intensificazione del tifone “Guchol” che nelle ultime è transitato nel tratto di mare ad est dell’isola di Luzon, nel nord delle Filippine. La tempesta si era formata lo scorso lunedì 11 Giugno sopra i caldi mari che circondano gli arcipelaghi e gli atolli della Micronesia. Non per caso il nome “Guchol”, che nelle lingue del sud-asiatico significa “spezia”, è stato coniato per la prima volta dall’ufficio meteorologico degli Stati Federali della Micronesia. Nel corso della settimana scorsa la perturbazione tropicale, ormai ben sviluppata nei medi e bassi strati, ha cominciato a muoversi verso ovest e ovest-nord/ovest, finendo sul settore meridionale del mar delle Filippine, dove ha acquistato un enorme quantità di calore latente che ha rinforzato l’attività convettiva trasformandola rapidamente in una tempesta tropicale. Giovedì 14 Giugno “Guchol” è stato promosso a tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti cresciuti ben oltre i 120-130 km/h e raffiche di picco ben superiori attorno l’area perturbata.
Cominciando a virare verso nord-ovest e attraversando il caldissimo mar di Luzon (ad est dell‘omonima isola), con valori delle acque superficiali superiori ai +28° +29°, la tempesta ha trovato il terreno adatto per un notevole rinvigorimento, trasformandosi in un poderoso tifone di 2^ categoria, con venti medi sostenuti in rapido rinforzo e un ulteriore estensione sul mar delle Filippine orientale delle tempeste di vento associate all’ampia circolazione ciclonica tropicale. “Guchol” si è anche trovato in un’area caratterizzata da un “Wind Shear” debole o al più moderato che non ha creato particolari problemi alla struttura depressionaria, ormai consolidata a tutte le quote, favorendo al contempo uno scoppio della convezione nella parte centrale del sistema nuvoloso. Questi fattori, messi assieme, nella giornata di ieri hanno contribuito a rendere “Guchol” in un pericoloso super-tifone che in poche ore è passato dalla 3^ alla 4^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti piuttosto violenti, cresciuti fino a 115, con un picco di ben 125 nodi, circa 231 km/h, un valore decisamente elevato.
Ma per alcune ore i venti all’interno del super-tifone sono stati talmente intensi da lambire la soglia dei 240 km/h. Visto questi dati finora “Guchol” è stato il tifone più forte mai visto in questa prima parte del 2012, è sicuramente il ciclone tropicale più forte assieme a “Giovanna” che lo scorso inverno imperversò per un paio di giorni sul Canale del Mozambico, tra le coste dell’Africa orientale e il Madagascar occidentale, raggiungendo la 4^ della Saffir-Simpson. Insomma, un autentico mostro che per fortuna si è mantenuto a largo dell’isola di Luzon, rimanendo relegato con il proprio centro in mezzo al mar delle Filippine, dove si sono scatenate violente tempeste, con venti ad oltre i 200 km/h attorno l’occhio, che hanno sollevato grandi ondate di “mare vivo”, alte fino a 9-10 metri che hanno reso del tutto proibitiva la navigazione marittima nel tratto di mare ad est di Luzon. Le grandi ondate prodotte dalle tempeste di vento associate al super-tifone “Guchol” si sono estese e continueranno ad estendersi anche al di fuori dell’area perturbata, trasformandosi in grandi onde lunghe che hanno raggiunto pure le coste orientali di Luzon e le isole dello stretto dell’omonima isola. Nonostante il cuore del ciclone tropicale sia transitato in alto mare le sue notevoli dimensioni hanno innescato, come previsto, un risucchio di masse d’aria calde e molto umide anche dal settore orientale del mar Cinese Meridionale e dagli arcipelaghi centro-meridionali delle Filippine, tramite una moderata, a tratti sostenuta, ventilazione sud-occidentale. Questo flusso caldo e umido da sud-ovest ha continuato ad alimentare l’intensa attività convettiva nel margine meridionale del super-tifone, fornendo un ottimo carburante che ha rafforzato l’intera circolazione ciclonica, ormai molto ben definita.

Difatti si è notato che gran parte degli uragani (in Atlantico e sul Pacifico orientale) e dei tifoni (Pacifico occidentale) che superano la 3^-4^ categoria della Saffir-Simpson vengono costantemente alimentati da intensi e costanti flussi caldi e umidi marittimi che provengono dai quadranti meridionali (di solito dalle latitudini sub-equatoriali). Questo è stato anche il caso di “Guchol” che durante il transito sul tratto di mare ad est di Luzon è stato ben alimentato dal risucchio sud-occidentale caldo e umido proveniente dal mar Cinese Meridionale. Lo stesso richiamo sud-occidentale ha originato i forti acquazzoni e i rovesci di pioggia che hanno interessato vari arcipelaghi filippini nelle ultime 24 ore. Soprattutto sulla parte occidentale di Luzon gli umidissimi venti da SO richiamati dal potente tifone hanno ammassato sui rilievi del vicino retroterra una intensa nuvolosità cumuliforme, originata dal sollevamento forzato delle masse d’aria umide marittime sul versante occidentale dei primi contrafforti montuosi interni(“stau”), che ha scaricato forti piogge e rovesci, indiretta conseguenza del passaggio di “Guchol”.
Pur rimanendo in mare “Guchol” ora comincia a rappresentare una minaccia per gli arcipelaghi posizionati a sud delle coste giapponesi. Nelle ultime ore la grande perturbazione ha continuato a muoversi verso nord-ovest ad una velocità di circa 11 nodi. Nelle prossime ore questo mostro, sfornato dal Pacifico occidentale, tenderà a virare sempre più verso nord-nord/ovest e successivamente più verso nord, transitando ad est di Taiwan, che risentirà di un temporaneo aumento della ventilazione da E-NE e NE e di una sostenuta risacca sulle coste, per la propagazione di onde lunghe molto ben formate, alte anche più di 4 metri. Migrando verso nord per “Guchol” si aprirà la parabola discendente. Finendo su acque superficiali sempre più fredde (il tratto di oceano ad est di Taiwan e a sud del Giappone), con valori inferiori ai +25° +26°, il tifone andrà progressivamente a perdere buona parte della sua forza, declassandosi rapidamente a tifone di 2^ categoria, con venti meno violenti ma sempre molto forti, oltre i 150-160 km/h, e raffiche di picco ben superiori attorno l’area perturbata.
Un altro elemento che inciderà non poco sul depotenziamento della grande tempesta sarà il “Wind Shear” (la variazione di direzione e forza del vento alle varie quote della troposfera) che con l’aumentare della latitudine tenderà sempre più ad intensificarsi man mano che il ciclone tropicale si avvicinerà all’area d’influenza delle correnti occidentali delle medie latitudini che dominano sull‘area nipponica. Già entro domani “Guchol”, passando poco ad est dell’arcipelago delle Ryùkyù, entrerà in un’area con “Wind Shear” moderato-forte che causerà un indebolimento significativo del tifone, riducendolo molto probabilmente alla 1^ categoria, con venti medi sostenuti oltre i 130 km/h. Anche le Ryùkyù dovrebbero risentire del passaggio ravvicinato di “Guchol” con una sensibile intensificazione della ventilazione e del moto ondoso attorno l’arcipelago giapponese, dove saranno possibili anche delle piogge e forti rovesci a carattere sparso. Nella giornata di domani “Guchol”, già fortemente indebolito, dovrebbe avvicinarsi alle coste meridionali del Giappone allo status di intensa tempesta tropicale, con venti ancora intensi, muovendosi parallelamente alle coste del Sol Levante, dove le bande nuvolose legate alla circolazione depressionaria tropicale potrebbero dare luogo a forti piogge tra l’isola di Skikoku e la parte meridionale di Honshù. Non è del tutto escluso che fra la tarda serata di domani e la nottata successiva i resti di “Guchol”, che da tempesta tropicale dovrebbe ridursi a semplice depressione tropicale, possano avvicinarsi all’area a sud della capitale Tokyo, dando luogo a fitte piogge e a rovesci, anche di moderata o forte intensità. Mercoledì il sistema verrà definitivamente agganciato dall’intenso flusso occidentale in quota che prevale alle medie latitudini e tenderà a spostarsi sul Pacifico settentrionale dove andrà definitivamente a dissiparsi in pieno oceano.


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