Non soltanto l’uomo e i grandi primati, ma anche le piccole scimmie sanno usare strumenti in modo organizzato, trasformando sassi, pietre e tronchi in martelli e incudini. La scoperta, italiana, costringe a rivedere una pagina dell’evoluzione e fornisce nuove prospettive per studiare il comportamento dei nostri antenati. La ricerca, coordinata da Elisabetta Visalberghi, etologa dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) ha indagato sui processi decisionali e l’uso di strumenti nei cebi cappuccini, piccole scimmie dalla cosa prensile, dalle dimensioni simili a quelle di un gatto. Lo studio e’ stato presentato a Rovereto, nel convegno su Evoluzione e cognizione organizzato dal Centro Interdipartimentale Mente-Cervello (CIMeC) dall’universita’ di Trento. ”Si pensava che l’abilita’ con gli strumenti fosse un attributo unico degli antenati degli uomini e degli scimpanze’, un’abilita’ che li distingueva dalle altre specie animali”, osserva Visalberghi. La scoperta che anche le piccole scimmie usano strumenti apre adesso nuove domande sul modo in cui, nel corso dell’evoluzione, si e’ affermata una capacita’ complessa come quella dell’uso di strumenti. ”Andando ad osservare i cebi e gli scimpanze’ – rileva la ricercatrice – possiamo osservare il comportamento dei nostri antenati. Possiamo utilizzare il comportamento di animali viventi per capire il comportamento di antenati estinti, che non possiamo piu’ studiare direttamente”. La ricerca coordinata da Visalberghi e’ stata condotto A partire dal 2004 in Brasile, a Fazenda Boa Vista, dove i ricercatori hanno scoperto che alcuni gruppi di cebi usavano pietre come rudimentali martelli e incudini per rompere frutti durissimi. ”Queste scimmie, con un antenato comune all’uomo che risale a 35 milioni di anni fa, mostrano comportamenti sofisticati”, ha osservato Visalberghi. ”Rompono frutti durissimi selezionando martelli che trasportano verso le incudini. ovvero massi o tronchi: tutto cio’ mostra che queste piccole scimmie, grandi come un gatto, hanno delle capacita’ di organizzare il proprio comportamento in maniera efficiente e di ragionare su questi problemi”. Senza contare il fatto che ”i sassi nell’habitat di queste scimmie sono rarissimi: ce ne sono circa 10 per ogni ettaro”. Sono state identificate anche le tracce di una tradizione culturale che viene tramandata: ”abbiamo osservato dei siti dove le scimmie usavano sassi gia’ utilizzati da altri, in una specie di cultura legata ai luoghi. Si creano anche nuovi siti – ha concluso la ricercatrice – mentre altri vengono abbandonati”.
Anche le piccole scimmie sanno usare i sassi come strumenti


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