Clima: appello degli scienziati ai capi di stato in vista del summit di Rio de Janeiro

MeteoWeb
Credit: Elektro-L

Oltre 40 membri della comunita’ scientifica internazionale e premi Nobel hanno firmato una dichiarazione per Rio con le loro richieste ai grandi del pianeta. Nella dichiarazione, intitolata ”The Future We Choose”, gli esponenti della comunita’ scientifica affermano di essere preoccupati per la gravita’ dello stato di salute del pianeta causato dalla sovrapopolazione; di credere che con una leadership audace e azioni determinate sia possibile la transizione verso un futuro sicuro e prospero; di essere d’accordo su un approccio integrato e basato sulla conoscenza scientifica, costruito in partnership tra i settori pubblico e privato e con la societa’ civile, con creativita’, innovazione e una nuova impostazione economica che riconosca le capacita’ ecologiche del pianeta. Tra i firmatari i premi Nobel Yuan Tseh Lee presidente dell’International Council for Science la piu’ grande organizzazione scientifica del mondo e premio Nobel per la Chimica, i premi Nobel per la Chimica Walter Kohn, per la Fisica Douglas Osheroff e Carlo Rubbia, Robert Watson, gia’ presidente dell’IPCC e del Millennium Ecosystem Assessment, Carlos Nobre professore di scienze della Terra, uno dei maggiori esperti mondiali delle scienze del sistema Terra e dell’Amazzonia, Johan Rockrom direttore dello Stockholm Resilience Centre, tra i promotori del concetto dei ”Planetary Boundaries”, Will STeffen direttore esecutivo dell’Australia National University, altro grande esperto delle scienze del sistema Terra, John Schellnhuber, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research, altra figura prestigiosa nel campo delle scienze del sistema Terra, oltre al direttore generale del WWF Jim Leape. Gli scienziati chiedono ai leader del mondo di andare oltre gli statement ispirati e di esercitare una responsabilita’ collettiva considerando la storica opportunita’ rappresentata da Rio+20, attraverso: una responsabilita’ di stewardship planetaria includendo tutti gli stakeholder; azioni urgenti che vadano incontro alle necessita’ globali per alimentazione, acqua e energia; un ripensamento del modello economico; avviando una trasformazione globale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio, adottare nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile e raggiungere un accordo sul clima che segua la migliore conoscenza scientifica disponibile offrendo una strada per un futuro vitale ed equo all’umanita’.
Prendendo spunto dai negoziati del G20 appena conclusi in Messico, Maria Grazia Midulla responsabile policy Clima e Energia del WWF che in questi giorni e’ a Rio per seguire i lavori del vertice, si e’ detta incoraggiata “dal fatto che il Messico abbia promosso lo sviluppo sostenibile e inclusivo come spina dorsale per l’agenda a lungo termine del G20”. Ma si e’ detta anche delusa “dal linguaggio vago che domina lo statement finale del G20. Sfortunatamente la mancanza di un impegno significativo sulla sostenibilita’ da parte dei leader del G20 non fa presagire nulla di buono per i negoziati di Rio+20, che stanno gia’ cadendo a pezzi e che avrebbero potuto trarre grossi benefici da un’azione forte a Los Cabos.” Il WWF quest’anno si e’ presentato al G20 con due richieste specifiche: porre fine ai sussidi perversi alle economie fossili e mobilitare la finanza per il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile. ”Il WWF, ha concluso la Midulla, ha visto con favore i passi avanti per trasformare strutturalmente le nostre economie per renderle low carbon, la creazione di un gruppo di studio sulla finanza per il clima e il rapporto di OECD, ONU e Banca Mondiale sullo sviluppo sostenibile, cosi’ come il nuovo focus sulle energie pulite e rinnovabili e un nuovo approccio sulla contabilita’ ai combustibili fossili. Ma non ci sono impegni chiari su nessuno di questi fronti”.