Clima e Ambiente: il summit di Rio de Janeiro si sta concludendo con un accordo fittizio

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Il vertice Rio+20 si chiuderà oggi con una dichiarazione finale che pur impegnandosi a promuovere una “economia verde” per uno sviluppo sostenibile ha ricevuto numerose critiche per l’assenza di obbiettivi vincolanti e di finanziamenti certi. Vent’anni dopo il Summit della Terra che aveva iscritto l’ambiente nell’agenda globale, il vertice sullo sviluppo sostenibile di rio si chiude infatti con un compromesso ai minimi livelli negoziato con la mediazione brasiliana: un documento elogiato dal Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ma duramente criticato dalla società civile con in testa le ong. Il testo di 53 pagine, intitolato “il futuro che volgiamo”, si impegna a difendere la necessità di un’economia verde, ovvero un modello di sviluppo meno distruttivo per il pianeta, ma a causa dei timori dei Paesi in via di sviluppo – che temono un protezionismo mascherato dei ricchi – evita qualsiasi “regola rigida” e anzi “rispetta al sovranità nazionale di ciascun Paese”. In sospeso rimane anche la questione legata al finanziamento di tali politiche: la crisi non permette ai Paesi ricchi di allargare troppo i cordoni della borsa e il vertice incoraggia fonti di credito “innovative” – partenariati, cooperazione far pubblico e privato – ma senza fornire alcun dettaglio in merito. Dura la reazione delle ong: “Il futuro che vogliamo non si trova certo nel documento che porta questo nome”, si legge in un comunicato firmato da una cinquantina di individui e organizzazioni: “Nel futuro che vogliamo esistono degli impegni e delle iniziative, non solo delle promesse”. Per quel che riguarda gli sviluppi successivi, sul modello degli obbiettivi del Millennio dell’Onu (con scadenza nel 2015) il documento insiste nel fissare delle mete “in numero limitato, concise ed orientate all’azione”, applicabili a tutti i Paesi ma tenendo conto delle “particolari circostanze nazionali”; le proposte saranno studiate da un gruppo di lavoro e presentate entro il 2013, per un’applicazione a partire dal 2015.