Clima, Giuliacci: “le estati bollenti dipendono dalle piogge della primavera”

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L’immagine le analisi della NASA con le anomalie nelle temperature medie di agosto 2003

Nel corso dell’ultimo decennio il nostro continente in più di un’occasione ha dovuto sopportare periodi di caldo eccezionali, a cominciare dalla rovente e interminabile estate del 2003 considerata probabilmente a ragione l’estate più calda degli ultimi secoli, all’eccezionale ondata di caldo che ha reso bollente la Russia nel luglio 2010. Molti ricercatori vedono in questi eventi il segno di un cambiamento climatico che, anche in futuro, potrebbe rendere assai più frequenti nel nostro continente i periodi estivi eccezionalmente caldi: ecco perché sta crescendo, anche da parte degli studiosi, l’attenzione verso eventuali metodi che possano migliorare la previsione delle ondate di caldo record“: lo scrive il meteorologo Mario Giuliacci sul suo sito internet, http://meteogiuliacci.it/, citando una ricerca, pubblicata sul numero di maggio della rivista scientifica Nature Climate Change, in cui viene individuato un importante fattore di rischio capace di favorire ondate di caldo di forte intensità. “Secondo gli autori della ricerca – spiega Giuliacci citando un gruppo di ricercatori provenienti dal LSCE (Laboratoire des Sciences du Climat et de Environnement) e dall’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo (ETH Zurich) – un deficit di piogge nei mesi che precedono l’estate farebbe aumentare le probabilità che, proprio durante la stagione estiva, si sviluppino ondate di caldo assai intense: insomma, prolungati periodi di siccità che rendano asciutti l’inverno e, soprattutto, la primavera, aprirebbero la strada a periodi assai torridi durante l’estate“.
Ecco quindi – conclude Giuliacci – che la piovosità della stagione primaverile potrebbe diventare un importante criterio per stabilire, già prima dell’inizio della stagione estiva, quale sia il rischio di incorrere in ondate di caldo eccezionali. Insomma, questa recentissima ricerca suggerisce che un inizio d’anno piovoso sarebbe capace di scongiurare una stagione estiva bollente, mentre nel caso di una primavera siccitosa diventerebbero decisive le caratteristiche dell’inizio dell’estate: un giugno molto piovoso porterebbe comunque a un’estate poco calda, mentre negli altri casi diventerebbe alto il rischio di una stagione estiva decisamente torrida“.