Costa Rica, dove i soldi possono crescere sugli alberi

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Mentre il mondo aspetta ancora che Stati Uniti e Cina offrano risposte alla crisi ambientale, sociale ed economica del mondo, c’è un piccolo Paese, il Costa Rica, che da 20 anni ha messo in pratica il modello di sviluppo della green economy, diventando un pioniere dei pagamenti per i servizi ambientali (Pes). L’idea è semplice, ha scritto sul Guardian Ina Porras, ricercatrice dell’International Institute for Environment and Development di Londra: i proprietari terrieri vengono premiati finanziariamente per gli interventi che garantiscono servizi ambientali di cui beneficiano altre persone, che quindi pagano per quanto ottenuto. Ad esempio, precisa Porras, quanti usano l’acqua nelle zone di pianura pagano le comunità delle zone di montagna che piantano o proteggono le foreste, garantendo in questo modo l’arrivo a valle delle acque. Ma i Pes rappresentano solo una delle iniziative intraprese dalla Costa Rica già due decenni fa per arrestare la deforestazione: San Jose infatti approvò una legge che vietava la deforestazione e autorizzò i proprietari delle terre boschive a vendere i servizi ambientali che queste fornivano; diede vita a un’istituzione, Fonafifo, con l’incarico di mediare intese, e impose che una quota delle entrate fiscali sui carburanti andasse a finanziare il varo del processo. La scorsa settimana, durante il vertice di Rio, la leader di una comunità indigena, Justa Romero, ha raccontato i timori iniziali che accolsero l’iniziativa: “Quando comparvero i Pes, la gente era confusa. Pensava che vendere l’aria degli alberi fosse il passo precedente alla perdita della propria terra”. Oggi l’opinione sui Pes è cambiata, perchè “gli alberi sono la terra, la terra è acqua e l’acqua è la vita”. “I Pes ci stanno aiutando a tutelare il nostro stile di vita”, ha concluso Romesro.