Domani la parata del 2 giugno, per “riscoprirci” Nazione: sarà un omaggio alle vittime del terremoto

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La lettura dei nomi delle 23 vittime del terremoto, un minuto di silenzio, una rappresentanza simbolica di tutte le componenti dello Stato che dal 20 maggio stanno lavorando incessantemente in Emilia per garantire conforto e assistenza ai cittadini: la parata militare ai Fori Imperiali per la festa della Repubblica sarà, di fatto, un omaggio a chi nel sisma ha perso affetti, casa e lavoro. Per le vie di Roma sfileranno dunque i militari, un terzo dell’anno scorso, ma anche e soprattutto il “vero spirito”, come ha ribadito anche oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del 2 giugno, fatto di solidarietà e unità nazionale. La parata sarà comunque in misura ridotta rispetto agli altri anni. Ai tagli già imposti dalla spending rewiew e quelli decisi in seguito al terremoto su indicazione del Quirinale – niente Frecce Tricolori nel cielo di Roma, niente cavalli e niente mezzi ad eccezione di quello del comandante delle Truppe e quelli dei gonfaloni delle associazioni combattentistiche e d’arma – si è aggiunta nelle ultime ore un’ulteriore sforbiciata di uomini: dai 2.500 previsti nei giorni scorsi si è scesi a duemila, dai sei settori del 2011 si è passati a tre. Ai Fori, l’anno scorso hanno sfilato in 6.500; nel 2010 furono seimila. Il momento più intenso sarà all’arrivo del presidente della Repubblica: dopo gli onori e l’inno nazionale, verrà infatti reso omaggio alle vittime del terremoto, con la lettura dei nomi delle 23 persone rimaste sotto le macerie di case e capannoni e un minuto di silenzio. Nei pressi della tribuna d’onore, inoltre, saranno ospitati i gonfaloni di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e delle provincie di Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Reggio Emilia e Rovigo, in rappresentanza delle comunità colpite dal sisma. Subito dopo il minuto di silenzio inizierà la parata vera e propria che quest’anno durerà non più di un’ora: il primo settore a sfilare, come da tradizione, è quello riservato alla formazione, con i rappresentanti delle varie compagnie interforze delle Scuole Militari, delle Accademie Ufficiali, delle Scuole Sottufficiali e degli Enti addestrativi del personale di Truppa. Il secondo sarà invece dedicato alle missioni internazionali che vedono l’Italia impegnata su più fronti. E’ in questa parte che sfileranno anche le bandiere dell’Onu, della Nato e dell’Ue e le rappresentanze di alcune nazioni amiche e alleate. Nell’ultimo settore, quello dedicato a “emergenza e cooperazione” ci saranno i corpi non militari dello Stato, una rappresentanza del servizio civile e, soprattutto, una delegazione simbolica di tutti i corpi e istituzioni impegnate dal 20 maggio in Emilia per l’emergenza terremoto. Chi ha subito meno ‘tagli’ sono le bande musicali – erano 12 nelle due precedenti edizioni, saranno dieci quest’anno – ma anche loro sfileranno in maniera ‘sobria’, per rendere omaggio alle vittime. Musica, canti e fanfare, compresa quella dei bersaglieri, si interromperanno al passaggio davanti al palco che ospita il presidente della Repubblica. Con un’unica eccezione: la banda della brigata Sassari, che suonerà fino in fondo il suo ‘Dimonios’.