Dopo gli “infernali” +51.4°C di sabato La Mecca viene interessata da un rinfrescante temporale di calore in condizioni estreme; con +45°C e UR sotto il 20 %

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L'isolato Cumulonembo che ha preso vita sui rilievi dietro La Mecca

La giornata di sabato 2 Giugno 2012 ormai verrà ricordata a lungo nella storia, non solo nella città di La Mecca, ma per nell’intera penisola Arabica e area medio-orientale, una delle principali “fornaci” del nostro pianeta. Difatti, a sorpresa, l’Arabia Saudita è riuscita a stracciare i cosiddetti “punti caldi” del Pakistan (Sibi, Larkana, Moen Jo Daro, le località dove si possono superare i +50°) registrando i primi +50° del 2012. Il valore raggiunto da La Mecca, la città Santa dell’Islam, nella giornata di sabato 2 Giugno è davvero straordinario, stabilendo una temperatura massima estrema di ben +51.4° all’ombra. Un valore davvero infernale. La temperatura minima si è fermata nelle ore notturne a soli +36.0°, non scendendo mai sotto tale soglia. I +51.4° di La Mecca hanno fatto a pezzi il precedente record assoluto di +50.0° detenuto dalla principale città dell’Islam. Da segnalare la media mostruosa per tutte le 24 ore, attorno i +41.3°. La temperatura massima è stata raggiunta con un umidità relativa attestata sul 3% intorno alle 02:30 del primo pomeriggio. I +51.4° di sabato 2 Giugno sono andati soli 6 decimi dal record nazionale saudita di Jeddah Aeroporto , in quel famoso giorno del 2010 in cui la stazione marina di Jeddah università, grazie a locali condizioni favoniche (con vento discendente dai rilievi interni) registrò un incredibile picco di +51.7° e stabili il record mondiale di temperatura più alta mai raggiunta in una località marina.

La città di La Mecca in un'immagine dall'alto

Spazzato via brutalmente con questa giornata infernale nella città santa dei musulmani l’escalation pakistana verso i +50°. La gran calura ha costretto la gran parte della popolazione a rimanere chiusa in chiusa. I più fortunati si sono potuti rinfrescare con dei grandi ventilatori, visto lo scarso utilizzo e commercio di impianti per l’aria condizionata. La calura soffocante ha creato notevoli problemi, soprattutto ad anziani, che hanno affollato gli ospedali della grande città saudita, per diversi malori e colpi di calore. La città di La Mecca si trova ad ovest di Jeddah, nell’entroterra desertico, in un arido pianoro che ad est è circondato dai primi rilievi appartenenti alla catena montuosa dell’Arabia Saudita occidentale. Visto il suo particolare posizionamento la città, proprio in questo periodo dell’anno, si trasforma in una incredibile “fornace” che costringe i suoi abitanti a stare rintanati all’interno delle proprie abitazioni nelle ore centrali del giorno, quando il sole arriva a picco sopra l’orizzonte. Questo suo posizionamento vicino alle montagne dell’Arabia Saudita occidentale in qualche modo riesce anche a garantire dei benefici.

La "Jet Stream" comincia la sua risalita verso latitudini sempre più settentrionali, mentre nel sud della penisola Arabica si instaurano le correnti orientali in quota

Nella giornata odierna la gran calura accumulata è stata temporaneamente smorzato da un temporale termoconvettivo che nel tardo pomeriggio ha interessato il centro di La Mecca, con dei scrosci di pioggia, a tratti anche intensi, accompagnati da scariche elettriche e tuoni fragorosi. Il temporale si è originato proprio nelle ore pomeridiane, quelle più “roventi”, sopra i rilievi ad est di La Mecca. Guardando le immagini satellitari si nota come la piccola Cellula temporalesca, sviluppata sui rilievi sauditi, una volta cresciuta in altezza sia stata agganciata in quota da un flusso più umido di correnti orientali, dominante nella media troposfera sopra il settore centro-meridionale della penisola Arabica, che ha spinto il temporale dalle montagne verso l’area di La Mecca, dove poco prima delle 05:00 PM sono arrivate le prime precipitazioni al suolo. Le correnti orientali in quota che interessano la penisola Arabica, soprattutto il settore centro-meridionale, sono originate dalla decisa salita di latitudine dell’ITCZ fra l’Africa orientale e l’oceano Indiano. Guadagnando terreno verso nord il “fronte di convergenza intertropicale” ha accompagnato la contemporanea risalita verso nord del ramo principale della “Jet Stream sub-tropicale” che ora si scorre sopra la Siria, l’Iraq, l’Iran e l’estremo nord dell’Arabia Saudita.

Nell’Arabia Saudita centro-meridionale, e tra Yemen e Oman, le correnti occidentali in quota sono state subito soppiantate da correnti meno intense di provenienza orientale che dominano nella media-alta troposfera. Un cambio di regime dei venti in quota che caratterizza l’avvento della stagione estiva sulla fascia tropicale. Malgrado la presenza nei bassi strati di aria “bollente” e molto secca, con umidità relativa sotto il 20 % mentre la temperatura attorno alle 04:00 PM misurava un valore di circa +45°, dopo una max sopra i +47° all’ombra. Anche queste sono delle condizioni veramente estreme per la formazione di un temporale, ma soprattutto per l’avvento delle piogge, visto che temperature dell’aria cosi elevate spesso, coadiuvate da bassissimi tassi di umidità relativa, favoriscono una rapida evaporazione delle precipitazioni ancor prima che esse raggiungono il terreno, formando le cosiddette “virghe“ (strisce di precipitazioni lungo la base dei Cumulonembi). Durante il temporale il termometro è crollato dai +45° ai +43°, scendendo sensibilmente con l’arrivo dei primi forti scrosci di pioggia. La temperatura è prevista in ulteriore calo nelle prossime ore, anche se si tratterà di un refrigerio temporaneo visto che già domani, non appena il sole tornerà ad impennarsi sopra l’orizzonte, i termometri torneranno a schizzare sopra la soglia dei +44° +45°, trasformando La Mecca nuovamente in una sorta di grande fornace dal clima inospitale per chi non è abituato a convivere con il grande caldo tropicale.