Ecco la classifica delle emissioni di Co2 in Italia

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Enel continua a vantare prestazioni ambientali d’eccellenza, sostenibilità e primati di efficienza. Ma appena dietro la propaganda pubblicitaria rimane l’azienda più nociva per il clima, in Italia, anche nel 2011. È questo il dato principale che emerge dalla classifica presentata oggi da Greenpeace relativa alle emissioni di anidride carbonica dei grandi gruppi industriali nell’anno trascorso (Elaborazione di Greenpeace su dati dell’istituto di ricerca Carbon Data Market ).
A questo link è possibile visualizzare la classifica completa: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/file/2012/clima/Classifica%20emettitori%202011.pdf

Con 36,8 milioni di tonnellate di CO2 emesse in un anno (4,6 in più rispetto alle quote assegnate all’azienda), Enel detiene un primato negativo difficilmente avvicinabile. Le sue emissioni continuano a crescere nonostante la crisi: nel 2010 le sue emissioni erano di 34,2 milioni di tonnellate. Enel da sola produce poco meno, in termini di emissioni, delle principali aziende elettriche sue concorrenti messe insieme. La quantità di CO2 di cui è responsabile è pari alla somma delle emissioni attribuite al comparto dell’acciaio e del cemento e rappresenta circa il 30% dell’intero settore termoelettrico, inoltre emette circa il 55% in più di CO2 di quanto attribuito ai grandi gruppi di raffinazione.
«Enel potrebbe spendere un po’ più di soldi nel diventare un’azienda moderna e sostenibile e un po’ meno nel riverniciare di verde la sua immagine- ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. – La sua nuova campagna pubblicitaria, con cui celebra il cinquantenario, chiede retoricamente agli italiani “quanta energia c’è in un attimo?” Ecco, noi possiamo dire quanta CO2 di Enel c’è in un secondo, ogni anno, da molti anni a questa parte: più di una tonnellata. Dunque, invece di “milioni di attimi” bisognerebbe parlare di “milioni di tonnellate” La prima cosa che Enel deve fare per cambiare indirizzo è convertire la sua produzione elettrica a carbone».
Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la sua produzione a carbone entro il 2020 e di azzerarla al 2030; di rinunciare ai progetti di nuove centrali a carbone e di sostituire la sua produzione a carbone fonti pulite e rinnovabili. L’associazione ambientalista ha lanciato da due mesi una campagna per denunciare gli impatti ambientali, sanitari ed economici dell’Enel in Italia: chiunque può seguirla e sostenerla sul sito www.FacciamoLucesuEnel.org