Emilia Romagna: continua il “terremoto infinito”, domani la visita di Napolitano

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Il ‘terremoto infinito’ scuote anche Ravenna. Poco dopo le 6 del mattino, una scossa di magnitudo 4.5 ha dato un bruschissimo risveglio agli abitanti della cittadina romagnola. Non risultano, al momento, danni particolari o crolli. La scossa si e’ verificata esattamente alle 6.08 con epicentro al largo della citta’, a una profondita’ di circa 25 chilometri. Il sisma e’ stato avvertito anche nelle Marche. Quella che ha colpito Ravenna e’ stata la scossa piu’ forte di oggi, ma lo sciame sismico sembra in deciso rallentamento. In 12 ore, dalla mezzanotte, sono state registrate solo 10 scosse, di cui quella di grado 4.5 e’ stata l’unica avvertita dalla popolazione e, a detta dell’Ingv, non collegata al sisma che sta devastando l’Emilia dal 20 maggio. Domani il presidente Napolitano fara’ visita alle zone colpite dal terremoto. “Il provato dinamismo e capacita’ di adattamento delle popolazioni emiliane daranno alla regione la forza di risollevarsi e faranno da motore per la ripresa economica e civile”, ha detto oggi il capo dello Stato. Ieri, intanto, e’ salito a 26 il numero delle vittime, dopo il decesso di Liviana Latini, 65 anni, la donna di Cavezzo che era stata estratta dalle macerie del suo appartamento crollato il 29 maggio, e quello di Sandra Gherardi, 46 anni, di Cento, anche lei in fin di vita dopo essere rimasta coinvolta dal crollo di un cornicione seguito alla violenta scossa delle 9 della stessa giornata. Potrebbero superare i 4 miliardi di euro i danni provocati all’economia dal terremoto; oltre 35.000 le imprese danneggiate e il ricorso agli ammortizzatori sociali riguardera’ almeno 12.000-15.000 di esse. Sono le stime presentate da Confindustria al Parlamento. A causa del sisma “oltre diecimila posti di lavoro sono a rischio”. Lo ha detto Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. Inoltre, ha aggiunto, sono “almeno 500 le aziende che hanno subito gravi lesioni” e si prevede nella zona colpita uno “stop produttivo di almeno 4-6 mesi”. Secondo Squinzi “nell’area si produce un po’ piu’ dell’1% del nostro Pil, rischiamo quindi di perdere qualche frazione di punto di Pil soltanto a causa del terremoto”. “Il tema di un piano nazionale per la sicurezza del territorio ritornera’ all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di venerdi’ prossimo”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, durante il question time alla Camera.