Gelo estremo nel Plateau antartico; la base russa di Vostok sfonda i -81.4°C e stabilisce una delle minime più basse in Giugno per gli ultimi decenni

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La base russa di Vostok vista dall'alta

Torna il gelo estremo sul Plateau antartico, dove il fatidico muro dei -80° è stata ampiamente superato dalla celebre base russa di Vostok nella giornata di ieri, lunedì 11 Giugno 2012. Per l’ennesima volta Vostok dimostra di essere il punto più gelido del nostro pianeta. Il termometro della stazione automatica della base, posta a circa 3420 metri di altezza sul settore orientale del Plateau antartico, ha misurato una minima estrema di ben -81.4°, un valore a dir poco estremo, fra i più bassi mai raggiunti in Giugno negli ultimi venti anni sopra il tavolato di ghiaccio del Polo Sud. Ma ancora più notevole è il dato inerente la temperatura media giornaliera, nelle 24 ore, attestato attorno i -80.8°. Superate le medie del 3 Agosto 2000, sui -79.6°, e del 10 Luglio 2004, quando la media delle 24 ore arrivò a -79.4 °. Notevolissimo. Stando alla serie storica di Vostok si tratterebbe della media giornaliera più bassa dal 1998 ad oggi, quando il 27 Agosto del 2008 si toccarono i -84.1°. Attualmente la temperatura di Vostok continua a rimanere inchiodata al di sotto del temibile muro dei -80° e non accenna a rialzarsi.

Il Plateau antartico durante il periodo estivo

L’ultimo aggiornamento segnalava una temperatura di circa -81° alle 06:00 PM, con cielo costantemente sereno, umidità al 26 % e vento debole da S-SO, con una intensità media di 18.5 km/h. Insomma, tutte le condizioni ideali per il mantenimento dello spesso strato di inversione termica che contribuisce a determinare questi intensi raffreddamenti che spingono la colonnina di mercurio sotto i -80° nelle desolate lande ghiacciate del Plateau orientale antartico. La debole ventilazione risulta fondamentale per accompagnare i picchi più bassi durante la stagione invernale. Il rialzo termico di Vostok del 3-4-5 Giugno scorso era stato indotto da un temporaneo incremento della ventilazione che aveva in parte scalfito l‘inversione, con correnti girate da O-SO a O-NO e NO, tanto che il 5 Giugno la max salì addirittura a -52.0°, per poi sprofondare nuovamente sotto i -70° nella giornata di venerdì 8 Giugno, allorquando il vento si era disposto da SO, indebolendosi sensibilmente e ripristinando l‘inversione.

In questi giorni sopra il Plateau antartico l’inversione termica ha tenuto molto bene, nonostante l’incombere di alcune avvezioni calde alle quote superiori a seguito del transito di profonde circolazione cicloniche, con minimi sotto i 950-945 hpa, lungo i mari sub-polari. Tali avvezioni, localizzate in quota, non sono riuscite a scalfire lo strato di inversione che è rimasto del tutto intatto sul settore orientale del Plateau. Del resto i dati di Vostok, che da giorni oscillano attorno ai -80°, e delle altre basi vicine, dimostrano che il robusto anticiclone termico antartico è riuscito a tenere stabile lo strato d’inversione che regna sul nucleo centrale del Polo Sud, favorendo l’avvento deciso del cosiddetto “Kernlose Winter”, una caratteristica tipica del clima antartico. In pratica con l’avvio dell’inverno australe, la differenza tra il mese più freddo e quello più caldo è contenuta in appena 2.8°. Praticamente le temperature medie durante tutto il semestre freddo scendono sotto la soglia dei -60° -70°, rendendo teoricamente possibile il raggiungimento delle temperature estreme (i cosiddetti picchi sotto i -80°) in qualunque momento del periodo invernale.

Cosa che non avviene nell’Artico, dove i valori termici raggiungono un minimo assoluto annuale solo dopo una lunga e prolungata discesa fra Novembre e il mese di Marzo, cui fa seguito una risalita termica altrettanto lunga e prolungata. Il potenziamento del flusso zonale australe, con il notevole rinvigorimento delle “Westerlies” sui mari del sud e dei potenti “venti Catabatici“ sulle coste antartiche, ha difatti contribuito a rendere molto stabile l’anticiclone termico che ha mantenuto i propri massimi sopra il Plateau, con valori barici superiori ai 1050-1055 hpa (o anche più alti) sulla parte centrale. Tale trend dovrebbe proseguire anche durante i prossimi giorni, tanto che non è del tutto escluso che la base russa di Vostok possa registrare nuovi picchi minimi, ancora più bassi di quelli registrati nella giornata di ieri, magari avvicinandosi alla soglia dei -82°, un dato niente male per il mese di Giugno. Certo è difficile prevederlo, ma se lo strato di inversione termica continuerà a rimanere stabile anche nei prossimi giorni sarà altamente probabile un nuovo picco, come tradizione del lungo, oscuro e gelido inverno antartico.