Gli occhi del satellite Cosmo SkyMed sull’Emilia Romagna terremotata

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Gli occhi dei satelliti italiani Cosmo SkyMed sono gli unici in questo momento ad essere puntati sulle zone dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto. Il loro e’ un contributo fondamentale, ma l’arrivo dei satelliti europei Sentinel e’ comunque molto atteso perche’ potrebbe aiutare ad ottenere dati piu’ completi. E’ una posizione diffusa, questa, nel convegno sul programma europeo Gmes (Global Monitoring for Environment and Security) organizzato dalla Commissione Europea in collaborazione con Agenzia Spaziale Europea (Esa), Agenzia Europea per l’Ambiente (Eea) e l’organizzazione europea per l’utilizzo dei dati meteo da satellite, Eumetsat. Attualmente i satelliti radar Cosmo SkyMed, in grando di fare osservazioni anche di notte e attraverso le nubi, sono rimasti da soli in campo dopo l’uscita di scena del satellite europeo Envisat, che ha cessato di dare segnali da alcune settimane. E’ stato operativo per oltre dieci anni, addirittura raddoppiando la vita operativa, inizialmente prevista in cinque anni. Tuttavia non e’ vissuto abbastanza da attendere l’arrivo dei suoi successori, i satelliti Sentinel. Il primo potrebbe essere lanciato nell’ottobre 2014. ”L’arrivo dei satelliti Sentinel dara’ un contributo notevole perche’ la costellazione Cosmo SkyMed e’ un sistema duale, nel quale la parte della Difesa ha la priorita”’, ha osservato uno dei pionieri nell’utilizzo dei satelliti per lo studio dei terremoti, Bernardo De Bernardinis, oggi presidente dell’Istituto nazionale per la protezione ambientale e la ricerca (Ispra). I satelliti Sentinel, del quale si decidera’ il finanziamento nei prossimi mesi, ”ci consente di avere un’ulteriore efficienza nelle farsi in cui i satelliti Cosmo SkyMed non sono disponibili per usi civili”. Come e’ accaduto per il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, anche nel terremoto in Emilia i satelliti SkyMed sono stati immediatamente attivati dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) su richiesta della Protezione Civile. Grazie ad essi, ha osservato De Bernardinis, e’ possibile rilevare lo spostamento del suolo determinato dal terremoto e avere un contributo importante per una prima valutazione dei danni.