Grande ondata di calore fra Medio Oriente e Russia meridionale con alcuni record caduti, forti temporali pomeridiani in Ucraina sull’europeo di calcio

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La prima intensa ondata di calore dell’estate 2012 sta colpendo i territori desertici del Medio Oriente e dell’Asia minore, dove i termometri sono schizzati sopra i +47° +48°, con ripercussioni fino alle pianure affacciate sulle sponde del mar Caspio e alla Russia meridionale, ove per la prima volta è stato sfondato il muro dei +40°. L’intensa onda di calore si è originata nei giorni scorsi sui deserti del Medio Oriente, fra nord dell’Arabia Saudita, Siria e Iraq, dove si è isolata una vasta bolla di aria molto calda e secca fino alla media troposfera che ha continuato a tenere in vita il possente anticiclone dinamico sub-tropicale che in questo periodo regna incontrastato su tutta l’area medio orientale, trasformandola in una sorta di grande “fornace” a cielo aperto. Nella giornata di ieri la calura si è fatta particolarmente soffocante fra il deserto Siriano e l’Iraq, con l’intenso e ininterrotto soleggiamento diurno che ha fatto schizzare i termometri fino alla soglia dei +47° +48°, con picchi localmente superiori. Su tutti spicca il dato di Raqqa, in Siria, che ieri ha archiviato una max di ben +48.0°, un valore decisamente elevato anche per gli standard siriani.

Se tale dato verrà confermato si tratterà del nuovo record assoluto di caldo per la stazione di Raqqa, ma purtroppo ciò ci pare difficile visto la delicata situazione politica e i continui scontri armati, fra i ribelli sunniti (la maggioranza della popolazione) e le truppe dell’esercito tuttora fedeli al presidente Assad, che stanno insaguinando varie aree del paese nonostante i tentativi (finora fallimentari) di mediazione da parte della comunità internazionale. Nel vicino Iraq le temperature più alte sono state dalle stazioni di Basrah e Semawa che hanno misurato rispettivamente due max di +47.4° e +47.3°. In Giordania invece non si è andati oltre i +44.0° della stazione di H-5’Safawi, posta ad una altitudine di 668 metri. Ma l’onda mobile di calore, con l’incalzare di una debole saccatura in quota che si è distesa verso l’Ucraina, si è notevolmente gonfiata, spingendosi in direzione della Turchia orientale, l’Armenia, il Caucaso fino al sud della Russia europea e alle pianure caspiche, risalendo il ramo ascendente di tale saccatura. Si è cosi venuta ad originare una onda mobile di calore che dai deserti dell’Asia minore si è spinta verso il Caucaso e le pianure della Russia meridionale, dando luogo ad un massiccio riscaldamento che ha fatto impennare i termometri ben oltre la soglia dei +40° +42° all’ombra.

Ondata di calore nel sud della Russia, superati i +42°

La gran calura è stata enfatizzata, come capita sovente nelle classiche ondate di calore che interessano la fascia temperata, alle medie latitudini, dal sensibile aumento della “compressione adiabatica” (Subsidenze atmosferiche) generato proprio dalla stessa avvezione calda che interessa la media troposfera. L’intenso insolazione, la scarsissima umidità e la totale mancanza di mari interni o grandi specchi lacustri, in grado di apportare degli effetti mitigatori, comportano il sensibile aumento termico. In Turchia nei giorni scorsi si sono raggiunti i +44.0° a Hatay e a Celanpynar. Ma il caldo si è avvertito molto nella giornata di ieri, soprattutto sulla parte orientale maggiormente esposta alla risalita calda e secca. Da notare i +42.2° raggiunti ad Urfa, i +41.8° di Adana e i +41.7° di Diyarbakir. Una max di +40.6° è stata toccata pure a Silifke, mentre Gaziantep e Kahramanmaras (549 metri) hanno fatto registrare rispettivamente +39.8° e +39.6°. Da segnalare pure i +38.0° di Malatya, a ben 948 metri di altezza. Per il mese di Giugno si tratta di valori considerevoli che si avvicinano sensibilmente ai record di caldo mensili. La lingua di aria molto calda e secca in quota, come detto, si è spinta oltre il Caucaso, raggiungendo il sud della Russia europea e le i bassopiani del mar Caspio, dove la calura si è fatta veramente soffocante per gli stessi abitanti. Soprattutto nel sud della Russia europea in alcune città si sono addirittura superati i +41° +42° all’ombra, valori che possiamo considerare prossimi ai record per Giugno.

La città di Volgograd ha stabilito il suo nuovo record di caldo per Giugno

Analizzando le temperature massime della giornata di ieri si nota subito come il dato più elevato sia quello della città di Aleksandrov Gaj, dove il termometro ha segnato un valore di ben +42.0° all’ombra, un dato da record per il mese di Giugno. Difatti Aleksandrov batte il suo record mensile di +41.5° stabilito, niente meno che nel Giugno del 1955. Siamo però lontani dai +43.4° di Dongshan, del Giugno 1991, che tuttora rappresentano il record assoluto di caldo russo per il mese di Giugno. Bisogna però dire che, a parte la forte ondata di calore di fine Giugno 1991, solo un paio di volte si erano toccati i +42° in Russia. Sempre in Russia vanno segnalati i +41.5° di Verhnij Baskuncak, i +40.4° di Krasnyj Kut e i +40.1° di Volgograd. Proprio i +40.1° della città di Volgograd hanno stabilito il nuovo record di caldo mensile, stracciando cosi i il precedente record di +39.2° del Giugno 1991. Il caldo è stato davvero soffocante, anche se il clima continentale russo ha contribuito ad enfatizzare gli effetti dell’onda di calore proveniente niente meno che dalle latitudini sub-tropicali del Medio Oriente.


Forti temporali pomeridiani scoppiano sulla pianura ucraina lungo il bordo di una saccatura che scende dalle alte latitudini

Mentre la Russia meridionale, l’area del Caucaso erano sotto la pesante onda di calore, poco più ad ovest, tra le Repubbliche Baltiche e l’Ucraina, l’affondo della debole saccatura in quota, con infiltrazioni di aria piuttosto fresca in quota da NO che scorrevano sopra l’aria più calda preesistente nei bassi strati, hanno acuito l’instabilità, originando intensi nuclei temporaleschi che hanno dato luogo a forti rovesci di pioggia che localmente hanno assunto carattere di vero e proprio nubifragio, con lampi, fulmini e tuoni fragorosi. Uno di questi forti temporali, localizzato nel bordo orientale dell’asse di saccatura sceso sull’Ucraina, nel tardo pomeriggio di ieri, si è abbattuto proprio nella città ucraina di Donetsk mentre si giocava Ucraina-Francia, gara valida per il gruppo D degli Europei di calcio che si stanno giocando in Polonia e Ucraina.

Poco prima che scattasse il 5’ minuto del primo tempo l’arbitro è stato costretto a sospendere temporaneamente il match invitando le squadre ad entrare negli spogliatoi visto l’impraticabilità del terreno del gioco e l’intensità della precipitazione che creava non pochi fastidi. Persino i telecronisti della partita ed il commentatore RAI hanno dovuto lasciare la loro postazione per il temporale che non ha risparmiato neppure la tribuna stampa. Alcuni fulmini sono caduti in vicinanza dell’impianto sportivo. A memoria non era mai successo che durante una competizione calcistica così importante una partita venisse sospesa per una forte pioggia. La partita poi è stata giocata subito dopo l’esaurimento del temporale che si è poi concentrato su altre zone di Donetsk, risalendo verso nord o nord-nord/ovest. Come abbiamo avuto modo di scrivere in un articolo inerente la climatologia dell’Ucraina d’estate, molto spesso, basta l’affondo di leggere infiltrazioni di aria più fredda dalle latitudini scandinave o dalla Russia occidentale, sopra gli “arroventati” bassopiani ucraini, per innescare intensi temporali termoconvettivi che scoppiano improvvisamente, fra il pomeriggio e la prima serata, generando rovesci e intense piogge che si esauriscono rapidamente dalla serata/notte. Quando poi scivolano dei vecchi “CUT-OFF” o delle gocce fredde l’instabilità, inasprita dai forti “gradienti termici verticali”, può divenire veramente molto marcata, dando origine a forti temporali che possono generare forti rovesci di pioggia e alle volte pure grandinate con intensa attività elettrica.