Grande tempesta sull’oceano Indiano meridionale, appena lambite le coste meridionali australiane con raffiche di 94 km/h a Perth e onde alte fino a 8 metri

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I forti venti occidentali sulle coste meridionali australiane

L’inverno australe ormai marcia spedito. Lungo i mari sub-antartici, che costeggiano il grande continente ricoperto dai ghiacci, le tempeste ormai si succedono con una certa continuità, attraversando i settori più meridionali dell’oceano Pacifico, l’Atlantico e l’oceano Indiano. Nelle ultime 24 ore una profondissima area depressionaria, proveniente dall’Atlantico meridionale, progredendo verso est si è notevolmente approfondita lungo la parte più meridionale dell’oceano Indiano, nel tratto compreso fra l’Australia nord-occidentale e le coste antartiche, dove si sono scatenate delle autentiche tempeste di vento. Sotto la spinta delle impetuose “Westerlies” australi la profonda circolazione depressionaria sub-polare, ben alimentata nel suo margine sinistro da un possente blocco di aria molto fredda che risaliva dalle coste antartiche attraverso tempestosi venti da SO e O-SO, si è spostata verso est, andandosi ad approfondire proprio nel tratto di oceano a sud delle coste sud-occidentali australiane. Il minimo barico al suolo è scivolato al di sotto dei 945 hpa, un valore estremamente basso che ha creato un notevolissimo “gradiente barico orizzontale” che dalle coste antartiche si è esteso a gran parte dell’oceano Indiano meridionale, arrivando fin sulle coste dell’Australia meridionale che sono state appena lambite dai furiosi fortunali che hanno accompagnato la profonda “depressione-uragano”.

Le profonde aree cicloniche sub-polari attorno le coste antartiche

Il notevolissimo infittimento di isobare, esteso per centinaia di miglia sull’oceano Indiano meridionale, attorno alla “depressione-uragano”, ha attivato venti furibondi da Sud-ovest e Ovest che hanno sferzato con violenza i mari a sud dell’Australia, lambendo le coste sud-occidentali. I venti più forti si sono mantenuti in pieno oceano, dove si sono superati anche i 130-140 km/h, con raffiche ancora di gran lunga superiori. Inoltre l’esteso “Fetch”, infinito sui mari australi visto la totale assenza di terre emerse attorno il Polo Sud, ha contribuito a rendere l’oceano da molto grosso fino a tempestoso, con onde alte più di 10-11 metri attorno il fulcro del potente ciclone extratropicale a prevalente carattere freddo. Ma i forti venti da Ovest hanno colpito anche l’estremo sud dell’Australia, in particolare il tratto di costa compreso fra le città di Augusta e Albany, maggiormente esposte alle burrasche provenienti dall’Indiano meridionale. A Cape Leeuwi, vicino la città di Augusta, nel profondo sud-ovest australiano, il forte vento da Ovest ha spirato con forza da domenica 10, toccando una velocità media sostenuta di oltre i 78 km/h. Ma in alcuni tratti di costa, fra Cape Leeuwin e Perth, le raffiche di vento da Ovest hanno superato la soglia dei 90 km/h, con picchi prossimi ai 100 km/h. I forti venti occidentali spinti dalla profonda depressione sub-polare non hanno risparmiato neppure la città di Perth, il principale centro del Western Australia, dove sono state misurate raffiche di vento fino a 94 km/h. La pressione è scesa fino ad un minimo di 995 hpa.

Le tempeste di vento in atto a sud delle coste meridionali australiane

Domenica 10 Giugno, con l’avanzare dell’intenso fronte perturbato dall’oceano Indiano, su Perth i venti si sono disposti inizialmente da N-NE e Nord, intensificandosi notevolmente nella tarda mattinata, con raffiche ad oltre i 60-70 km/h. Intorno all’01:15 PM (ora locale) il forte vento ha cominciato a ruotare da NO, O-NO e Ovest con la lenta traslazione della profonda circolazione ciclonica verso est. Intorno le 01:28 PM una raffica massima di ben 94.5 km/h, da NO, mentre il vento medio sostenuto nella fase clou ha superato i 72 km/h. Le fortissime raffiche, fino a 80-90 km/h, hanno creato anche molti disagi e danni, per alberi e cartelloni pubblicitari sradicati. Qualche problema si è avuto anche nella zona dell’aeroporto dove il forte vento ha bloccato, temporaneamente, lo scalo. Le bufere di vento si sono poi attenuate dalla tarda serata e dalla nottata successiva. Oltre ai forti venti lungo le coste sud-occidentali australiane si sono scatenate forti mareggiate per l’arrivo di grandi onde, alte fino a 6-8 metri, che si sono abbattute con grande impeto lungo le alte scogliere. Ondate veramente gigantesche si sono infrante su Cape Leeuwi, con colpi di mare veramente spettacolari. Nelle prossime ore le tempeste, pur attenuandosi, si muoveranno verso il settore più orientale dell’oceano Indiano meridionale, a sud dell’Australia, proseguendo verso levante. Pur agendo in pieno oceano, non mancheranno delle ripercussioni, soprattutto in termini di mareggiate, lungo le coste meridionale australiane, in particolare lungo l’area della Grande Baia Australiana. I forti venti da SO e O-SO piloteranno verso le coste meridionali australiane onde ben formate che supereranno i 5-6 metri di altezza che si infrangeranno nelle alte scogliere della Grande Baia Australiana.