Il cambio di marcia dei buchi neri

Credit: P. Jonker / Rob Hynes

I buchi neri sono motori estremamente potenti ed efficienti che non solo inghiottono la materia, ma restituiscono una quantità notevole di energia all’Universo in cambio della massa di cui si nutrono. Quando i buchi neri di massa si attraggono, innescano il rilascio di intense radiazioni di raggi X e di forti getti di materia. Ma non tutti i buchi neri lo fanno allo stesso modo e questo rende gli astronomi perplessi. Attraverso lo studio di due ricercatori dell’istituto per la Ricerca Spaziale SRON dei Paesi Bassi, sono state rese note delle prove che suggeriscono che ogni buco nero può presentare diversi regimi, proprio come gli ingranaggi di un motore.  Già attraverso alcune osservazioni astronomiche avvenute nel 2003, apparsero delle correlazioni tra l’emissione di raggi X da un buco nero e i suoi getti di deflusso espulsi nello spazio. Correlazioni alle quali bisognava dare una risposta se si voleva capire il funzionamento dei buchi neri. A quelle osservazioni se ne aggiunsero delle altre, dove si scoprì una nube di gas in cui le stelle iniziarono a formarsi dopo essere state colpite da un flusso di materia in una galassia vicina. Questi fenomeni dimostravano l’importanza di ricercare i modi in cui i buchi neri producessero e distribuissero energia. Per anni gli astronomi hanno dovuto lottare inutilmente per giustificare questa differenza basata su proprietà differenti di due gruppi di buchi neri. Recentemente però, il team di astronomi guidati da Michael Coriat, presso l’Università di Southampton, ha trovato un buco nero che sembra passare tra le due versioni di collegamento, a seconda della luminosità osservata. Il cambio di marcia osservato potrebbe non essere così raro, ma potrebbe dimostrare una caratteristica di tutti i buchi neri. In futuro serviranno ulteriori osservazioni per avere delle conferme. Le scoperte del team saranno pubblicate in due articoli sulla rivista mensile della Royal Astronomical Society.