Il Nilo e i climi dell’antichità

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Nel libro: “Manuale di Meteorologia”, di Alfio Giuffrida e Girolamo Sansosti, ed. Gremese, si parla ampiamente dei climi dell’antichità. Nella classifica dei sette tipi di clima in cui era diviso tutto il mondo allora conosciuto, effettuata dai Greci 300 anni prima di Cristo, i primi due sono detti di “Meroè” e di “Syène”.

A cosa ci si riferisce con questi due nomi? Sappiamo che i seguaci di Aristotele, che hanno compilato questa classificazione climatica, sono partiti da quelli più caldi, per cui queste due località debbono essere molto calde.

Meroe (o Meroè) è il nome di una antica città posta sulla riva orientale del Nilo, nel tratto in cui esso attraversa il Sudan, circa 200 km a nord della capitale Khartoum.

Meroe fu la capitale del regno di Kush, che esistette dal 800 a.C. fino al 350. Gli scavi archeologici hanno messo in luce oltre duecento piramidi, di cui molte in rovina, che rappresentano altrettante sepolture. Il sito è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2011.

Syène è l’antico nome di Assuan, una città di circa 200.000 abitanti del sud dell’Egitto, capitale del governatorato omonimo, posizionata sulla riva est del Nilo, alla prima cateratta. Quella di Assuan è una delle zone abitate più secche al mondo.

Dal punto di vista astronomico e climatologico, la differenza più importante tra le due città è il fatto che la prima è situata circa 900 km a sud del Tropico del Cancro, mentre la seconda è situata poco a nord (circa 70 km). Poiché la climatologia degli antichi Greci era basata sulla inclinazione con cui i raggi solari colpivano il suolo, questo fattore era molto importante.

Ciò che invece accomunava le due città era il Nilo. Il grande fiume che con le sue periodiche alluvioni, ricopriva il terreno posto ai suoi lati di uno spesso strato di limo, un terreno fertilissimo e facile da coltivare, che ha determinato la nascita di una delle più antiche civiltà della Terra: quella egiziana.

Il Nilo è un fiume africano lungo 6.695 km. Tradizionalmente considerato il fiume più lungo del mondo, questo primato gli è stato successivamente conteso dal Rio delle Amazzoni, anche se la questione è controversa

Milioni di anni fa il suo percorso era molto diverso da quello attuale.

Il Nilo è almeno il quinto fiume che nei milioni di anni è disceso dagli altipiani etiopi attraversando questa immensa regione. Immagini satellitari sono state utilizzate per identificare antichi letti fluviali nel deserto ad ovest dell’odierno corso del Nilo. Un canyon oggi totalmente ricoperto rappresenta il corso di un ancestrale Nilo chiamato Eonilo che scorreva nel tardo corso del Miocene, tra 23 e 5 milioni di anni fa.

Le tracce di insediamenti lungo il Nilo sono molto antiche e si calcola che l’agricoltura ed in particolare la coltivazione di grano e orzo, abbia fatto la sua comparsa in quelle regioni intorno al 3500 a.C. Proprio la presenza del fiume, che già allora rendeva possibile la vita in una regione peraltro desertica, è il motore primo del precoce nascere della civiltà urbana e del suo persistere quasi immutata, ai nostri occhi, per quasi tremila anni. Le acque del Nilo, con le loro piene annuali, non portano solo fertilità ma anche distruzione se non vengono costantemente controllate, imbrigliate, incanalate, conservate per i periodi di siccità. È proprio da questo motivo che nasce la necessità di uno stato organizzato, uno stato che garantisca la manutenzione di quelle strutture da cui dipende la sopravvivenza di tutti.

Con Antico Egitto si intende la civiltà sviluppatasi in quella sottile striscia di terra fertile che si distende lungo le rive del Nilo a partire dalle sue cataratte al confine col Sudan fino allo sbocco nel Mediterraneo, e riconosciuta come entità statale già a partire dal 3100 a.C. Il regno dell’antico Egitto durò fino al 1786 a.C. e può essere suddiviso in quattro grandi fasi: l’epoca arcaica o protodinastica (3100-2600 a.C.), l’Antico Regno (2600-2200 a.C.), il Medio Regno (2052-1785 a.C.) e il Nuovo Regno (1567-1075 a.C.).

Il Nilo è strettamente legato allo sviluppo dell’antica civiltà egiziana, con la maggior parte della popolazione e delle città situate nella sua grande vallata, a nord di Assuan. Il Nilo è stato vitale per la cultura egiziana sin dall’età della pietra. Il cambiamento climatico e il progressivo inaridirsi dei pascoli e di quelle terre d’Egitto che hanno dato vita al Sahara, già nel 8000 a.C. presumibilmente hanno spinto gli abitanti a migrare verso il fiume, dove poi hanno sviluppato un’agricoltura sedentaria e una società più centralizzata.

Il Nilo giocò un ruolo cruciale nella fondazione della civiltà egiziana. Il Nilo fu (e lo è tuttora) un’ incessante fonte di sostentamento per le popolazioni lungo le sue sponde. Il Nilo rendeva il terreno circostante estremamente fertile dopo le annuali inondazioni. Gli egiziani furono pertanto in grado di coltivare grano e altre colture, ricavandone cibo per supportare le esigenze alimentari della popolazione. Inoltre l’introduzione ad opera dei Persiani dei bufali nel VII secolo a.C. che ricercavano ambienti umidi e con presenza di acqua, in aggiunta ai cammelli, rappresentò un’eccellente fonte di carne. I bufali vennero inoltre addomesticati e utilizzati per l’aratura, mentre i cammelli come animali da soma. L’acqua fu pertanto di vitale importanza sia per le persone, che per il bestiame. Il Nilo permise inoltre un efficiente sistema di trasporto.

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