Il transito di Venere sul Sole potrebbe far luce sui misteri del pianeta

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Credit: NASA/GSFC

Gli osservatori di tutto il mondo stanno per avere l’ultima occasione per ammirare il transito di Venere sul disco del Sole. L’evento è molto più che un semplice allineamento, in quanto potrebbe aiutare a far luce su alcuni dei misteri che ancora avvolgono il nostro “vicino di casa”. Nell’atmosfera superiore del pianeta sono state osservate delle strane bande chiamate assorbitori UV, in quanto assorbono le lunghezze d’onda blù ed ultraviolette della luce. Sembrano giocare un ruolo chiave per spiegare le altissime temperature superficiali del pianeta, che ricordiamo, si attestano intorno ai 460°C.  La sonda Venus Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha lanciato nel 2005 quello che viene chiamato spettrometro solare dell’occultazione per aiutarci ad individuare l’altitudine e la distribuzione di questi assorbitori UV e capire inoltre qualcosa in più sul loro comportamento. Al momento si pensa che possano essere un composto di zolfo, o comunque una forma di zolfo elementare. La luce del Sole durante il transito potrebbe aiutare in questa impresa. Un altro mistero che riguarda Venere, sono i fulmini confermati dalla sonda Venus Express. “Non è chiaro se su Venere si verifichino delle piogge, e se così non fosse, rimarrebbe un bel mistero”, ha affermato Grinspoon,  uno scienziato interdisciplinare della missione Venus Express. Il Venus Orbiter Akatsuki, che significa “alba” in giapponese, avrebbe dovuto aiutare a catturare indizi vitali circa un fulmine di Venere con una macchina fotografica dedicata a fotografarli. Purtroppo, la sonda spaziale giapponese ha superato il ??pianeta nel 2010, anche se c’è ancora una possibilità che possa tornare nella sua orbita.

Credit: NASA

Uno dei misteri più grandi però è la rotazione dell’atmosfera planetaria. I venti soffiano come violente tempeste ad oltre 360 Km/h, circa 60 volte più velocemente della stessa rotazione del pianeta. Si tratta di un altro mistero irrisolto, ma grazie ad alcuni modelli in 3-D, si dovrebbe cercare di capirne qualcosa. Questo evento potrebbe aiutare a capire come si comporta l’atmosfera venusiana, aprendo le porte anche alle scoperte in ambito extrasolare. Gli scienziati della NASA cercano inoltre di capire cosa possa essere successo agli oceani che un tempo avrebbero dominato la superficie planetaria di Venere. Una delle teorie per spiegare la maestosa coltre di nubi, è l’evaporazione di tutti gli oceani un tempo presenti. Su Venere in passato si sarebbe creato un “circolo vizioso” che avrebbe fatto evaporare tutta l’acqua. La luce ultravioletta avrebbe poi eventualmente diviso l’acqua atmosferica in idrogeno e ossigeno. L’idrogeno sarebbe poi fuggito nello spazio, mentre l’ossigeno sarebbe rimasto intrappolato nelle rocce del pianeta. Tuttavia, le dinamiche di questo evento restano incerte. “Quanto tempo ci volle affinchè gli oceani si dissipassero? Come si evolverà Venere?” si è domandato Grinspoon. “Queste sono domande difficili a cui rispondere, e non abbiamo una macchina del tempo per tornare indietro e vedere“. Venus Express sta aiutando a rispondere a queste domande attraverso il monitoraggio dei gas in atmosfera del pianeta e la testimonianza della fuga dell’idrogeno e dell’ossigeno. “Speriamo di poter estrapolare dati a ritroso nel tempo e avere un’idea di quello che è stato il passato“, ha concluso Grinspoon. Il transito di questa notte probabilmente aiuterà a rispondere a questi misteri irrisolti.