Ingv, Mariastella Gelmini difende Massimo Ghilardi: “era al Miur perché lavora sodo”

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Massimo Ghilardi, nuovo direttore dell’Istituto nazionale di Geofisica eVulcanologia, ha nel suo curriculum anche una laurea in scienze motorie. E’ arrivato al Miur chiamato da Mariastella Gelmini che, dopo le critiche rivolte da più fronti a Ghilardi, oggi su Facebook scrive: “La regola vuole che un politico non risponda agli insulti, ma mi sono stancata di ricevere lezioni interessate, insulti pilotati e gratuiti da chi vuole dipingere una realtà che non esiste. Massimo Ghilardi, laureato in scienze politiche (e in scienze motorie), esperienza manageriale presso diversi istituti di credito, tre anni al Miur come direttore di seconda fascia. Perché l’ho voluto al ministero? Perché giacevano nel settore ricerca moltissime pratiche relative a progetti europei inevase. Si rischiava di restituire all’Europa molti denari a causa dei ritardi e anche in quel caso la responsabilità sarebbe stata mia. Ho voluto una persona di fiducia, che mi garantisse la velocizzazione delle pratiche, ed il curriculum di Ghilardi è stato ritenuto idoneo, non solo da chi ha responsabilità di firma al miur, ma anche dalla Corte dei Conti, a significare che tanto ‘scarso’ non poteva essere“. “Al Miur Ghilardi (per inciso: non é mai stato tesoriere di ‘Liberamente’ e chi lo ha scritto incautamente ne risponderà alla giustizia civile) ha lavorato sodo, ribadisco, il suo curriculum è simile a quello di molti altri dirigenti, ma la capacità di lavorare ha fatto la differenza. Ghilardi ha velocizzato i processi, evitato che i soldi tornassero a Bruxelles ed evidentemente se, dopo la caduta del governo Berlusconi, un presidente di un ente di ricerca, peraltro nominato non da me, ma dal ministro Profumo, lo ha scelto come direttore generale, significa che il mio giudizio positivo è fondato. A chi mi critica per le scelte fatte al miur, ricordo che per la prima volta, per una mia precisa volontà, tutti i presidenti degli enti di ricerca sono stati scelti dopo una selezione affidata non alla politica, ma a nuclei di valutazione indipendenti. Fatti non chiacchiere“, ha concluso Gelmini.