ITCZ ancora elevato e graduale rinvigorimento della Cella di Hadley. Ecco perchè fa cosi caldo sull’area mediterranea e dell’Europa meridionale

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Sul fronte africano l’ITCZ, il “fronte di convergenza intertropicale”, continua a mantenere una posizione piuttosto elevata che la spinge fino all’Africa sub-sahariana, allineandosi sul settore meridionale della vasta area desertica sahariana, dove l’apporto di aria umida dal golfo di Guinea favorisce l’insorgenza di intensi sistemi temporaleschi a mesoscala su tutta la fascia del Sahel. Spesso la formazione di questi intensi “Cluster” o “Multicelle” viene preceduta dall’insorgenza di estese tempeste di sabbia che in questa parte dell’Africa vengono denominati con il termine di “Haboob”, che in arabo significa proprio tempesta di sabbia o di polvere. Con l’ulteriore salita verso nord dell’ITCZ, determinata dal rinforzo dell’umido flusso del Monsone di Guinea fra l’omonimo golfo i paesi dell’Africa sub-sahariana, i venti dai quadranti meridionali, più umidi e freschi rispetto ai caldi, polverosi e secchi venti di “Harmattan”, scalzano l’aria calda preesistente verso l’alto, generando dei moti convettivi (correnti ascensionali) che sollevano enormi quantità di pulviscolo e polvere dai territori semi-desertici del Sahel, originando i classici “Haboob” estivi che sovente preannunciano l’arrivo delle tanto invocate precipitazioni fra il Sudan centro-meridionale, il Ciad, il Niger e il Mali, tutti paesi caratterizzati da una economia molto povera che si basa principalmente sulla produzione agricola e allevamento.

In queste ore delle tempeste di sabbia piuttosto marcate sono segnalate sul Sudan centrale, dove la risalita del “fronte intertropicale” verso nord ha fatto penetrare sostenuti venti da SO e da O-SO che hanno anche fatto lievemente aumentare i valori dell’umidità relativa anche in pieno deserto. A Khartoum anche nella giornata odierna si è registrata una tempesta di sabbia prodotta da sostenuti venti da SO e O-SO che hanno oltrepassato i 41 km/h. La risalita verso settentrione, quasi in piena zona sahariana, del flusso meridionale, legato al Monsone di Guinea, e il contemporaneo rinvigorimento della Cella di Hadley, agevola un ulteriore spinta verso nord, fino all’area mediterranea, dei caldi anticicloni sub-tropicali del Sahara (anticiclone algerino e libico) e delle annesse zone di “Subsidenza” (correnti discendenti dall‘alto verso il basso che comprimono l‘aria nei bassi strati, riscaldandola ulteriormente) che danno origini ai richiami caldi e alle ondate di calore che durante il periodo estivo investono l’Europa centro-meridionale. Questo trend, fra alti e bassi generati da temporanei rinvigorimenti del flusso zonale oceanico atlantico alle medie latitudini (indotti dall’uscita più rettilinea della “Jet Stream” dal continente nord-americano), continuerà a farci compagnia per l’intera stagione estiva, almeno fino a quando l’ITCZ non comincerà la stagionale ritirata verso il golfo di Guinea.

Si nota l'estesa area di "Subsidenze (cieli sereni) fra Sahara e Mediterraneo