La fame nel mondo e la sua (possibile) soluzione

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L’argomento è uno di quelli che si affrontano con maggior impegno, perché interessa noi tutti. Salvare la vita anche di una sola persona è già una soddisfazione riservata a pochi. Aiutare intere popolazioni, che attualmente si trovano in condizioni di denutrizione, pur avendo un enorme territorio a disposizione, sarebbe una azione degna di ogni lode. Ma per molti, quel territorio è il deserto!

Al giorno d’oggi molte associazioni umanitarie sono impegnate sia a portare viveri a queste persone, sia a coltivare il loro territorio, usando le tecniche che sono disponibili nel mondo occidentale. Ma oltre alle tecniche già in uso, nel deserto si stanno sperimentando delle tecniche del tutto nuove.  Se guardate su “google maps”, in Libia, alle coordinate 32° 42’ N – 11° 30’ E, (o in molti altri luoghi), troverete degli appezzamenti di terreno coltivati in pieno deserto. Molte di queste coltivazioni fanno parte del Great Man Made River, il più grande sistema sotterraneo per il trasporto dell’acqua mai costruito. Questo fiume artificiale, descritto dai suoi ideatori come l’ottava meraviglia del mondo, consiste in una rete di tubi interrati, ciascuno di 4 metri di diametro, voluta dal Colonnello Mu’ammar Gheddafi per portare acqua potabile alle città costiere del proprio paese. Anche i meteorologi di tutto il mondo sono impegnati su questo fronte.

Parlando dell’Oscillazione Mediterranea si fa spesso menzione del più noto indice teleconnettivo attualmente conosciuto, ovvero il Southern Oscillation Index, più noto come ENSO – El Nino Southern Oscillation, che rappresenta la differenza di pressione fra Tahiti e Darwin. Nello stesso articolo si parla della la NAO, abbreviazione della North Atlantic Oscillation e della più recente Oscillazione Mediterranea (MO), scoperta nel 1989 da due Ufficiali del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica: Michele Conte e Alfio Giuffrida.

Nel marzo 2012 abbiamo pubblicato un resoconto sull’Oscillazione Mediterranea facendo riferimento agli studi condotti prima con Conte e poi con il Prof. Colacino, del CNR. Nel 2011 è uscito un libro in cui si fa riferimento a questa oscillazione e si ipotizza la costruzione di opere idriche in Tunisia, consistenti principalmente nell’allagamento con acqua di mare della depressione dello Chott el Jerid.

Ci chiediamo adesso cosa accadrebbe se lo stato tunisino decidesse di realizzare in impianto idrico, così come è stato descritto nel romanzo “Deserto Verde”?

In teoria l’allagamento dello Chott el Jerid, pur se con acqua di mare, visto che l’impianto sarebbe realizzabile con una spesa diciamo “contenuta”, introdurrebbe sicuramente una variazione climatica in quella zona. L’acqua presente in uno strato sottile sarebbe scaldata dal Sole ed evaporerebbe rapidamente, immettendo una notevole quantità di umidità nell’atmosfera. A sua volta questo surplus di umidità si trasformerebbe in nubi e quindi in pioggia e tutto si risolverebbe per come sperato. Ma è sicuro che andrebbe proprio così?

Visto che negli esperimenti scientifici l’incertezza è d’obbligo, nello stesso romanzo “Deserto Verde” si parla costruire dei dissalatori che produrrebbero direttamente acqua dolce, in grado di irrigare il terreno e, soprattutto, permettere la vita in una zona desertica dove, altrimenti, le condizioni di sopravvivenza sarebbero proibitive. Ma, ci poniamo di nuovo la domanda: questo risolverebbe il problema?

Sicuramente non possiamo dare nulla per certo e definitivo. Occorre provare e per far questo occorrono dei progetti mirati, ai quali debbono concorrere sia i meteorologi, che gli ingegneri idraulici, i politici che stanziano i fondi e tante altre persone.

Chissà se un giorno, leggendo “Deserto Verde” diremo la stessa cosa che diciamo oggi quando leggiamo “Venti mila leghe sotto i mari”: “Certo quel Giulio Verne ha avuto una bella fantasia ad ideare un sommergibile ed altri strumenti tecnici che sono stati realmente costruiti molti anni dopo!”.

Altre notizie di carattere scientifico si possono trovare sul blog http://alfiogiuffrida.blogspot.com/