Meteo Euro 2012: alla scoperta del clima della Polonia: sub-continentale, temperato fresco, con influenze umide atlantiche e ampie escursioni termiche annue

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La Polonia è uno dei più grandi paesi del comparto orientale del continente europeo. Copre una superficie di ben 313.893 km². Dal punto di vista geografico la Polonia occupa gran parte di quella vasta pianura che dal mare del Nord si estende fino agli Urali. In sostanza costituisce l’unione fra il bassopiano Germanico settentrionale e quello Sarmatico e si configura con una successione di pianure alluvionali e lievi ondulazioni che tendono a rialzarsi gradualmente sul settore meridionale del territorio polacco, dove si elevano i Sudeti, il massiccio della Boemia, e i Beschidi, che sarebbero i Carpazi. Gran parte della Polonia è ubicata su un territorio pianeggiante, il termine “Polonia” infatti in slavo significherebbe pianura. Di forma piuttosto compatta, chiuso a nord dal mar Baltico, a sud dai rilievi dal massiccio della Boemia e dai Carpazi, il territorio polacco presenta una certa omogeneità morfologica. Piccole differenze si possono riscontrare sulla fascia settentrionale affacciata al Baltico, caratterizzata da basse colline poco elevate, sulla parte centrale, dove si distende un’unica grande pianura, da est ad ovest, che è solcata da ampie vallate (canali pro-glaciali), e sulla zona meridionale, contraddistinta da pianori che vengono seguiti da graduali rialzi montuosi man mano che si procede verso sud. Inoltre, una caratteristica del territorio polacco, è la presenza di piccoli laghi e paludi che coprono ogni cavità e depressione nella vasta pianura, con perfetta forma circolare. Le coste settentrionali che degradano verso il mar Baltico sono orlate da dune e lagune che spesso sono separate dal mare da lunghi banchi di sabbia.
La Polonia, essendo collocata fra i 49’ e i 55’ di latitudine nord, risente fortemente dell’apertura ad est e ad ovest, mentre al contempo la presenza del mar Baltico a nord, un bacino poco profondo, esercita un’azione mitigatrice mitigata all’estrema sezione settentrionale. Il clima polacco si può definire di tipo sub-continentale, temperato e fresco, che risente degli apporti umidi oceanici che spesso arrivano già impoveriti. Una sorta di transizione tra il regime climatico oceanico e quello russo-siberiano. Il clima polacco è caratterizzato da inverni rigidi con precipitazioni a prevalente carattere nevoso e spessa copertura nuvolosa stratificata (strati e stratocumuli che rendono l‘atmosfera uggiosa, a tratti anche spettrale) che per gran parte del periodo invernale copre uniformemente il territorio polacca, a causa dello scorrimento in quota di flussi più miti e umidi, da Sud o da Ovest, sopra il “cuscino d’aria fredda” e pesante che si isola in prossimità del suolo, incentivando forti strati di inversione termica che mantengono le temperature sotto la soglia degli zero gradi. Il freddo diviene molto pungente sul settore orientale del paese, maggiormente sottoposto all’influenza gelida russo-siberiana (freddo pellicolare), dove la colonnina di mercurio può agevolmente scendere sotto i -20°.
La parte occidentale risente di più delle umide e temperate ingerenze delle correnti atlantiche che spesso, anche in pieno inverno, vengono spinte verso il territorio polacco da profonde aree depressionarie che si collocano nel sud della Scandinavia e pilotano forti venti da SO e O-SO che riescono a rompere lo strato di inversione termica e determinano bruschi rialzi termici, tramutando le precipitazioni nevose in acqua e portando repentini disgeli che vengono preceduti da nuove ondate di gelo e nevicate. In genere le medie termiche, sia estive che invernali, diminuiscono di -2° -3° progredendo da sud a nord. In buona parte del paese la neve dura fino a cinque mesi l’anno. Il freddo intenso di solito dura da Dicembre fino al mese di Marzo, poi sul finire di Marzo e il mese di Aprile la maggiore insolazione e l’allungamento del giorno rispetto alla notte determinano un graduale aumento termico nei bassi strati, i bassopiani si scaldano maggiormente e i termometri schizzano abbondantemente sopra la soglia degli zero gradi. Nonostante ciò può anche capitare che in Aprile, improvvise discese fredde dall’Artico, Scandinavia o dalla pianura Sarmatica possono determinare improvvisi e bruschi cali termici, riportando le temperature su valori negativi e causando anche delle tardive nevicate che possono imbiancare le pianure del nord e i rilievi del sud (in quest’ultimi l’effetto “stau” alle correnti settentrionali è determinante nell’agevolare le precipitazioni nevose).
Se gli inverni sono rigidi e piuttosto lunghi e uggiosi le estati sono invece calde, specie durante le rimonte calde sub-tropicali che risalgono dai Balcani e dalla Grecia. I termometri varcano con facilità i +28° +30°, con picchi ben più alti durante le più intense ondate di calore che si originano sull’entroterra sahariano, allorquando una vasta saccatura o una goccia fredda si localizza sull’area mitteleuropea, favorendo un richiamo dai quadranti meridionali e la formazione di un promontorio anticiclonico dinamico sub-tropicale lungo il margine orientale della struttura perturbata. Sempre fra la tarda primavera e l’estate sono comuni i temporali termoconvettori che si sviluppano quando infiltrazioni fresche e umide in quota, d’estrazione atlantica o scandinava (più raramente artica), transitano sopra le “arroventate” pianure del nord (aria calda e umida al suolo), inasprendo il “gradiente termico verticale” che poi fungerà da miccia per la convenzione e la formazione di grosse Cellule temporalesche, o nei casi più estremi vere “Supercelle” che possono dare origine a forti rovesci di pioggia, grandinate, colpi di vento e non di rado (nei casi di forte instabilità) anche fenomeni vorticosi di durata limitata.
Trattandosi di un clima sub-continentale le precipitazioni non sono molto elevate, in quanto le umide masse d’aria oceaniche raggiungono la Polonia già fortemente impoverite dopo aver attraversato la Mitteleuropa e il bassopiano Germanico. I picchi più alti si raggiungono in prossimità dei rilievi carpatici, dove si superano i 1200 mm annui, grazie anche allo “stau” esercitato ai venti settentrionali che raccolgono un po’ di umidità dal Baltico e costretti a sollevarsi verso l’alto fanno rapidamente condensare la massa d’aria, dando luogo alle nubi e alle annesse precipitazioni. I valori pluviometrici più bassi invece si toccano sulla fascia centrale e orientale, dove gli apporti annui sono inferiori ai 500 mm. Nella capitale Varsavia, la media si aggirerebbe ad appena 430 mm. Sempre a Varsavia l’andamento delle temperature medie rispecchia quanto detto in precedenza; la media di Gennaio è di circa +0° mentre quella di Luglio si attesta sui +22°. A Cracovia, nel sud della Polonia, le temperature medie di Gennaio e Luglio sono rispettivamente di +1° e +26° (si notano delle escursioni più ampie fra inverno ed estate per l‘accentuazione della continentalità). Spostandoci lungo la costa settentrionale la città di Danzica ha un regime termico di -3.6° in inverno e +16.5° in Luglio. In estate si avverte l’effetto mitigatore delle fredde acque del Baltico.