Meteo Euro 2012: alla scoperta del clima dell’Ucraina, semi-continentale con importanti mitigazioni lungo la penisola di Crimea e i settori meridionali

L’Ucraina è uno dei principali paesi dell’Europa orientale. Si estende per una superficie di 603.700 km². Dal punto di vista geografico e morfologico l’Ucraina comprende un vasto lembo del bassopiano Sarmatico sud-occidentale, mosso a sud-est dalle alture di Doneck e ad ovest dal Ripiano Podolico. Solo sul settore più occidentale del paese sono presenti delle catene montuose più importanti; ad ovest troviamo i rilievi dell’arco carpatico e a sud i monti della Crimea che si innalzano proprio sopra l’omonima penisola che si protende verso il mar Nero. I monti più elevati si trovano sul settore sud-occidentale, dove i Carpazi orientali raggiungono una massima altezza di ben 2061 metri. Visto il suo particolare posizionamento, tra i 44’ e i 55’ di latitudine nord, e l’influenza mitigatrice a sud e sud-est del mare d’Azov e del mar Nero, l’Ucraina gode di un tipo di clima prevalentemente sub-continentale, con inverni tradizionalmente piuttosto freddi ma con scarse precipitazioni ed estati calde e maggiormente piovose.
Le precipitazioni decrescono man mano che si procede da ovest ad est, allontanandosi sempre più dall’influenza delle masse d’aria umide provenienti dal lontano oceano Atlantico. Visto la sua estensione longitudinale, tra la Russia europea ad est e l’area dei Carpazi orientali ad ovest, siamo costretti a dividere il territorio ucraino in diverse aree climatiche. La parte settentrionale è soggetta al clima temperato fresco, con precipitazioni annue superiori ai 500-600 mm. La parte più meridionale, maggiormente interessata dall’azione mitigatrice del mar Nero e del più piccolo mare d’Azov, invece rientra nella fascia climatica di tipo sub-continentale steppico, umido con inverno freddo e precipitazioni annue comprese fra i 200 mm e i 500 mm.
Una storia a parte è il clima della penisola di Crimea, profondamente soggetto all’azione mitigatrice del mare Nero e mar d’Azov, caratterizzato da una estate calda e secca e da un inverno più freddo e umido (analogo al clima mediterraneo), con precipitazioni medie annue che oscillano fra i 500 mm e i 1000 mm. Le massime precipitazioni sul territorio ucraino si verificano proprio durante la tarda primavera e il periodo estivo, quando le estese pianure ucraine, esposte all’intenso soleggiamento diurno, si surriscaldano notevolmente facendo schizzare i termometri oltre la soglia dei +30°, o anche più (picchi sopra i +35° +36°)durante le ondate di calore che risalgono dall’entroterra desertico libico e egiziano, a seguito del posizionamento di un’area depressionaria sul Mediterraneo centrale o dell’affondo di un asse di saccatura verso l’Italia. D’estate, molto spesso, basta l’affondo di leggere infiltrazioni di aria più fredda dalle latitudini scandinave o dalla Russia occidentale, sopra gli “arroventati” bassopiani ucraini, per innescare intensi temporali termoconvettivi che scoppiano improvvisamente, fra il pomeriggio e la prima serata, generando rovesci e intense piogge che si esauriscono rapidamente dalla serata/notte.
Quando poi scivolano dei vecchi “CUT-OFF” o delle gocce fredde l’instabilità, inasprita dai forti “gradienti termici verticali”,  può divenire veramente molto marcata, dando origine a forti temporali che possono generare forti rovesci di pioggia e alle volte pure grandinate con intensa attività elettrica. In Crimea invece le estati sono molto più secche e poco piovose visto il posizionamento di latitudine troppo meridionale della penisola che spesso rimane inglobata dai robusti anticicloni sub-tropicali che dall’entroterra nord-africano salgono verso le latitudini più settentrionali, portando generali condizioni di stabilità, con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi e clima relativamente caldo, in parte mitigato dal mar Nero. Nel periodo invernale invece l’Ucraina paga il suo posizionamento troppo orientale, vicino alla Russia e alle vaste distese Sarmatiche. Per questo, già in Novembre e Dicembre, il paese dell’est viene facilmente investito dalle intense avvezioni fredde continentali che dall’Artico russo, o dall’area degli Urali e i bassopiani siberiani, scivolano verso sud o sud-ovest. I gelidi venti settentrionali che accompagnano l’ingresso dell’aria fredda continentale, spessa non oltre i 2 km (freddo pellicolare) e molto pesante nei bassi strati, si catapultano su tutto il territorio ucraino, confinandosi fino al nord della Crimea e determinando un brusco raffreddamento che si prolungherà per tutto il periodo invernale.
L’aria molto fredda e pesante, una volta depositata nei bassi strati, da origine a forti inversioni termiche che accompagnano il sensibile raffreddamento invernale. Quando le irruzioni gelide vengono seguite da periodi di maggiore stabilità, con l’instaurazione di anticicloni dinamici in quota e termici presso il suolo, le forti inversioni termiche che si vengono ad originare possono produrre pesanti raffreddamenti, facendo scivolare i termometri al di sotto dei -20°. Lo strato di inversione permane fino a quando non arrivano perturbazioni, sistemi depressionari ben strutturati o saccature di matrice artica che pilotano sull’Ucraina umidi e più tiepidi venti dai quadranti meridionali, provenienti dal Mediterraneo orientale e dal mar Nero, che riescono a scalzare l’inversione nei bassi strati. In questa fase lo scorrimento d’aria tiepida e umida sopra il “cuscino freddo” in prossimità del suolo può generare delle nevicate da cuscino che imbiancano l’intero territorio, almeno fino a quando non si rompe lo strato di inversione nei bassi strati e la neve non si tramuta in gelicidio o acqua, come avviene spesso nelle coste più meridionali.
La Crimea, grazie alla protezione offerta dagli omonimi monti, rimane molto spesso immune dalle forti ondate di gelo provenienti dall’Artico o dalla Russia. Inoltre l’azione mitigatrice del mar Nero riesce ad inibire la portata del freddo che scivola dalle alte latitudini. La prevalenza dei flussi umidi occidentali e sud-occidentali, che spesso precedono le irruzioni fredde provenienti dalla Russia, inoltre determina frequenti precipitazioni, spesso di debole e moderata intensità, sulla penisola di Crimea. Le precipitazioni vengono esaltate pure dall’effetto “stau” esercitato dai monti di Crimea che agevolano l’addensamento delle nubi favorendo maggiori precipitazioni nella stagione invernale. Non di rado l’affondo, in seno ad ampie saccature, di profondi vortici depressioni in quota, colmi di aria molto gelida nella media troposfera (-35° -40° a 500 hpa), da luogo a nevicate di debole e moderata intensità che interessano l’intero paese, dai confini settentrionali alle coste della Crimea, per più giorni. Nella capitale Kiev le medie delle massime di Gennaio e Luglio sono rispettivamente di -2.9° e +25.3°, mentre la media annua pluviometrica si attesta attorno i 617 mm, con un picco proprio nel mese di Luglio, con 88 mm, mentre il mese meno piovoso è quello di Marzo e Ottobre, con appena 39 mm. Da notare pure come le stagioni intermedie durano veramente molto poco, con periodi miti concentrati fra Maggio e Giugno e il mese di Settembre, quando i termometri oscillano fra i +20° +16°. Questa fase climatica intermedia va sempre più ad assottigliarsi man mano che si procede verso est, lungo i confini con la Russia europea, dove la continentalità diventa sempre più accentuata. Spostandoci ad Odessa, uno dei grandi porti affacciati sul mar Nero, si nota l’influenza mitigatrice del mare. Le massime di Gennaio e Luglio sono rispettivamente di -2.6° e +22.3°. La media pluviometrica annua è di 401 mm, con massimi precipitativi proprio nel periodo invernale. Malgrado l’esposizione sul mare Odessa non è molto piovosa a causa della mancanza di rilievi alle sue spalle e al prolungato periodo secco estivo, che spesso si prolunga a buona parte dell’autunno, fino a quando gli anticicloni sub-tropicali non cominciano la loro lenta ritirata verso l‘Africa settentrionale. In Crimea i dati termici di Simferopol, di -0.3° in Gennaio e +21.1° in Luglio, mettono ancora più in evidenza l’azione mitigatrice del mar Nero, senza neanche tralasciare l’influenza favonica indotta dai venti meridionali che scavalcano i moti di Crimea per raggiungere la città con correnti di caduta che si presentano più miti del normale. Da segnalare pure la media annua pluviometrica di 526 mm.