Mobilitazione per salvare le foreste del continente Americano: primi successi dagli Usa al Brasile

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Primi successi per la nuova mobilitazione salva-foreste lanciata dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn). Il servizio forestale Usa, una coalizione brasiliana e gruppi di indigeni da Messico, Guatemala, El Salvador, Belize, Honduras, Nicaragua e Costarica, si sono impegnati a recuperare oltre 18 milioni di ettari di foreste, l’equivalente di oltre il 10% dell’obiettivo della campagna www.plantapledge.com, la cosiddetta ”Bonn challenge”. ”L’Iucn e’ felice di vedere questi importanti contributi – afferma Julia Marton-Lefevre, direttore generale dell’Iucn – al target della ”Bonn challenge” di recuperare 150 milioni di ettari di terreni sottoposti a deforestazione e degradati, entro il 2020”. Secondo Marton-Lefevre ”la piu’ grande iniziativa di recupero forestale del mondo e’ ora veramente avviata e dara’ enormi benefici globali a livello di guadagni, sicurezza alimentare e lotta contro i cambiamenti climatici. Sollecitiamo altri paesi e proprietari di terreni a seguire l’esempio”. Il maggiore impegno l’hanno assunto gli Usa (15 milioni di ettari da ripristinare), poi il Ruanda (2 milioni di ettari) e il Brazilian Mata Atlantica Forest Restoration Pact, una coalizione di agenzie governative, ong e partner del settore privato (oltre 1 milioni di ettari), insieme alla Mesoamerican Alliance of Indigenous Peoples. Secondo le ultime analisi dell’Iucn, una volta recuperati, 150 milioni di ettari immetterebbero oltre 80 miliardi di dollari nelle economie nazionali e globali, con una riduzione delle emissioni di gas serra mondiali fra l’11% e il 17%.