Ogni anno 6 milioni di persone lasciano la propria terra per eventi climatici estremi

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Sono 6 milioni le persone che ogni anno sono costrette a lasciare la propria terra per eventi climatici estremi. E’ quanto emerge dal rapporto sulle migrazioni forzate, i ‘profughi ambientali’, che Legambiente presenta in occasione del vertice Onu sulla sostenibilita’ Rio+20 e con il quale chiede di ”riaffermare i diritti umani delle persone costrette a migrare”. Secondo il report, ‘Profughi ambientali: cambiamento climatico e migrazioni forzate’, ”nel 2011 i danni economici sono stati pari a 380 miliardi di dollari”. A causa di uragani, tsunami, terremoti o alluvioni, secondo le stime dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) entro il 2050 il fenomeno potrebbe riguardare fino a 250 milioni di persone. Nell’anno passato sono stati ”302 gli eventi catastrofici che hanno colpito circa 206 milioni di persone (164 milioni in piu’ rispetto al 2010) e causato danni economici per 380 miliardi di dollari”. Per esempio ”lo tsunami e il terremoto in Giappone hanno causato danni per circa 20 miliardi”. ”E’ necessario cambiare l’attuale paradigma economico – spiega Maurizio Gubbiotti di Legambiente da Rio, dove sta seguendo la Conferenza dei popoli – ponendo al centro l’affermazione dei diritti umani e della natura”. Il report dell’associazione approfondisce anche il rapporto tra cambiamenti climatici e migrazione, e sicurezza globale, esaminando la situazione del nord Africa, del Bangladesh e dell’India, oltre che delle piccole isole del Pacifico e dell’Alaska (a rischio per l’innalzamento del livello del mare).