Mentre nello spazio tre astronauti cinesi, tra i quali per la prima volta una donna, sono entrati, facendo registrare un’altra novita’, nel primo modulo di quello che sara’ la stazione orbitante del paese del dragone, in madre patria scattano le polemiche sulla questione del cibo che consumano i ‘taikonauti’ nello spazio. Secondo il Beijing News, infatti, alcuni giornalisti hanno visitato gli allevamenti e le campagne dalle quali provengono i prodotti che gli astronauti stanno mangiando nello spazio. Tutto viene controllato minuziosamente, la carne proviene solo da bovini cresciuti per l’occasione e che brucano l’erba dai cambi senza mangiare mangimi o ricevere medicinali, mentre i polli non vivono nelle stie ma sono liberi di razzolare. Il latte destinato agli astronauti proviene da mucche controllate e la stessa bevanda viene sottoposta a controlli continui. Cosa che invece non accade per i cinesi che ogni giorno mangiano prodotti non controllati in patria e che, anzi, spesso sono al centro di scandali alimentari perche’ portatori di malattie, di sostanze nocive alla salute. Allevamenti e fattorie destinate agli astronauti sono off limits per tutti, mentre quelli nei quali vengono stipati gli animali che vengono poi macellati e immessi sul mercato cinese sono spessissimo in pessime condizioni igieniche. L’inchiesta giornalistica e’ diventata molto famosa in internet, soprattutto perche’ ha scatenato molte reazioni veementi dei cinesi, stanchi degli scandali alimentari e che non accettano il privilegio riservato agli astronauti. ”Gli astronauti sono esseri umani, sono cittadini comuni. Quando i cittadini comuni potranno bere latte prodotto da mucche sane?”, scrive un cinese su internet, mentre un altro fa notare che ”le autorita’ dicono di dare molta importanza alla qualita’ e alla sicurezza degli alimenti e ogni volta dicono che il cibo venduto in Cina e’ sano e non fa male. Allora perche’ gli astronauti non mangiano quello che noi compriamo?”.
Polemiche in Cina, cibo sicuro solo per gli astronauti e la gente si infuria: “anche noi vogliamo latte sano”


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