Spazio: risoluzione Ue per difendere le osservazioni ambientali autonome

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Credit: ESA

Va difesa la capacita’ dell’Europa nel mantenere un’autonomia nel controllo dell’ambiente, dai terremoti e le alluvioni all’inquinamento, fino alla gestione delle risorse agricole e delle emergenze sanitarie. Lo afferma la risoluzione approvata oggi a Copenaghen, a chiusura del convegno sul programma europeo Gmes (Global Monitoring for Environment and Security) organizzato dalla Commissione Europea in collaborazione con Agenzia Spaziale Europea (Esa), Agenzia Europea per l’Ambiente (Eea) e l’organizzazione europea per l’utilizzo dei dati meteo da satellite, Eumetsat. A mettere in forse il futuro del programma, nel quale e’ cruciale il lancio dei satelliti Sentinel, e’ la volonta’ del presidente della Commissione Europea, Jose’ Manuel Barroso di non includere i 120 milioni stanziati per il programma Gmes all’interno del budget della Commissione Ue. Una decisione che rischia pero’ di rallentare estremamente i tempi di realizzazione del programma, ha osservato il direttore del programma Gmes per l’Esa, Josef Aschbacher. Nei prossimi giorni, ha aggiunto, il documento sara’ presentato al presidente Barroso e ai commissari europei interessati al progetto, ai parlamentari europei e ai ministri della Ricerca dei singoli Stati membri. ”Se il finanziamento non rientrasse nel budget europeo il programma subirebbe uno stop di anni”, ha osservato Aschbacher. Sarebbe infatti necessario creare una struttura ad hoc per il finanziamento del programma Gmes sulla base di un accordo internazionale fra i 27 Stati membri Ue, che dovrebbero decidere la quota del loro finanziamento sulla base del Pil. ”L’auspicio – per Aschbachere’ che il programma vada avanti senza ritardi”. Quello che il documento approvato a Copenaghen sostiene e’ che Gmes e’ un programma ”cruciale per l’indipendenza e l’autonomia dell’Europea” e che dimostra come ‘‘l’Europa possa lavorare con successo per caquisire un ruolo di leadership nel monitoraggio del pianeta”. Non soltanto, prosegue la risoluzione, il programma sostiene e integra gli sforzi dei singoli Stati membri ed ”offre un vasto potenziale economico, con la capacità di creare posti di lavoro e nuove opportunita’ di crescita” per l’industria e i servizi.