Studio sul potenziale rischio tsunami nel nord-ovest della California

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Raffigurazione di un maremoto

Utilizzando degli studi effettuati negli ultimi tre decenni dai ricercatori della Humboldt State University, gli scienziati della UC Santa Barbara hanno completato una ricerca sul potenziale rischio tsunami nel nord-ovest della California. La carta è stata compilata dai professori Edward Keller e Alexander Simms del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della California, e pubblicato in un recente bollettino della società sismologia d’america. La regione è nota per aver da sempre sperimentato forti terremoti, ma ulteriori studi scientifici sull’attività sismica nella parte meridionale della zona di subduzione della Cascadia – che si estende verso nord dalla zona di Menocino, California – sono abbastanza carenti in letteratura. Gli autori hanno studiato i modelli di sedimentazione nelle paludi di sale, nelle pianure alluvionali, negli estuari e nell’angolo nord-occidentale della California  alla ricerca di segnali evidenti di eventi sismici che hanno potuto causare attività tsunamigeniche. “Durante un terremoto – dicono i ricercatori – c’è una tendenza per le zone umide costiere a diventare sommerse, con sedimenti costieri che si depositano sulle piante e sugli animali che vi abitano. Questi diventano un record fossile di cambiamento del livello del mare nella zona”. Il processo ha conservato una sequenza di superfici palustri e di terreni forestali. L’analisi della struttura e della sostanza organica, così come l’uso di radiodatazione per identificare l’età dei materiali, ha rivelato una forte evidenza di piccoli e grandi terremoti nella zona (magnitudo compresa tra 6.5 e 7,2), anche se non sono mancati quelli più forti, con magnitudo superiore a 8.2, che hanno coinvolto la zona di subduzione regionale. Secondo lo studio, la sezione locale della California ha vissuto tre grandi terremoti negli ultimi 2000 anni, con locali cambiamenti del livello del mare a circa 300 – 400 anni di intervallo, con l’ultimo verificatosi circa  500 – 600 anni fa. I ricercatori hanno anche scoperto che l’intera CSZ esplose, provocando la sommersione locale almeno tre volte. Le previsioni dicono che questi eventi, sempre accaduti, riaccadranno. “La questione – affermano i ricercatori – non è domandarsi se riaccadrà, ma quando. Un grande terremoto in questo territorio non avrebbe un forte impatto solo nel nord-ovest della California, ma invierebbe onde di tsunami anche verso il Giappone e le isole Hawaii”. Questi studi cercano di prevenire catastrofi come quelle del Giappone del 2011 e dell’Oceano Indiano del 2004.

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