“Un terremoto puo’ generare una perturbazione anche nelle fagle vicine, scatenando in questo modo sismi distinti, ma che interessano la stessa struttura”. E’ cosi’ che Warner Marzocchi, dirigente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, spiega all’AGI lo spostamento verso Ovest del terremoto che sta interessando ormai tutta l’Emilia Romagna. “E’ una sorta di effetto domino: quando le faglie sono cosi’ vicine come nel sottosuolo emiliano, l’una puo’ innescare l’altra e generare scosse di terremoto similmente intense“.
Sull’ipotesi pubblicata da Der Spiegel, secondo cui l’Italia e’ destinata a spaccarsi a causa dei movimenti tettonici e dei terremoti conseguenti, Marzocchi e’ categorico: “e’ una teoria che smentisco assolutamente”, ha detto. “Non va neanche presa in considerazione. Nessun terremoto dividera’ repentinamente – ha sottolineato – il nostro paese. Se ragioniamo invece su scala geologica, ipotizzando cosa potrebbe succedere fra milioni di anni, possiamo ipotizzare addirittura che l’Italia non ci sara’ piu’. Del resto anche l’Oceano Atlantico non c’era. Ritengo sbagliato quindi portare avanti queste ipotesi catastrofiste, e soprattutto infondate e fuori luogo, in un momento cosi delicato”. Sul futuro dell’Emilia Romagna Marzocchi azzarda qualche ipotesi. “Premesso che non si possono prevedere i terremoti – ha detto – i nostri modelli ci dicono che queste scosse di terremoto potrebbero durare qualche anno. Di solito l’intensita’ va a diminuire, ma considerata la struttura complessa dell’Emilia Romagna, non possiamo escludere sismi di intensita’ pari a quella del terremoto dello scorso 20 maggio”.
Terremoti al nord, esperto Ingv fa il punto: “nuove scosse per effetto domino, dureranno a lungo”


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