Terremoti, i geologi: “la nostra cartografia è fondamentale per la mappa del rischio sismico”

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“E’ assolutamente fondamentale”. Cosi’ il presidente del Consiglio nazionale dei geologi Gian Vito Graziano ha risposto ai cronisti che oggi, a margine di una conferenza stampa a Bologna, gli chiedevano che ruolo abbia la Cartografia geologica ai fini della mappatura del rischio sismico in Italia. “Non avere una carta geologica significa e’ come privarsi di una sorta di servizio sanitario. Non si puo’ prescindere da un servizio cosi’ importante come la sanita’ del territorio” ha aggiunto Graziano, precisando che “la Carta geologica e’ la base su cui possono costruire tutti gli altri strati tematici, come quello della conoscenza sismica, idrogeologica o di qualunque uso e consumo del suolo”. Insomma, ha continuato, “e’ la base su cui investire per sviluppare le strategie future, tra cui quelle che riguardano la prevenzione sismica”. In base alle conoscenze sulla conformazione della terra che sono in perenne evoluzione come tutta la scienza, si “puo’ anche rivedere la classificazione sismica, ma come facciamo a farlo se abbiamo una copertura solo del 40%?” si e’ chiesto in tono retorico Graziano, rimarcando che “e’ fondamentale coprire l’intera nazione e ragionare su quei dati”. “I cittadini dovrebbero vigilare proprio su questo, per avere consapevolezza del posto su cui mettono i propri piedi” ha aggiunto, sollecitando l’attenzione dell’opinione pubblica e ribadendo che “non avere una carta di base, non avere una conoscenza del territorio, significa non avere consapevolezza non soltanto dei rischi ma anche delle risorse che ha questo Paese”. I danni del sisma in Emilia, ha sostenuto Graziano, “sicuramente sono anche il frutto di una non consapevolezza che ha fatto si’ che in qualche modo l’evento qui non si aspettasse, perche’ era talmente lontano nel tempo che non lo si attendeva”. Dopo il terremoto del 20 e del 29 maggio, ha precisato “non credo che le carte cambieranno, cambiera’ pero’ la consapevolezza che siamo in un Paese a rischio sismico, cambiera’ questa percezione anche in una regione in cui non dico che il rischio sia stato sottovalutato ma magari non era atteso come probabilita'”. Su questa consapevolezza bisogna fare leva “per ampliare gli strumenti di conoscenza” mentre oggi “e’ la conoscenza che manca e che invece si puo’ affinare sempre di piu'”. Resta per ora un punto fermo: “parlare di previsione dei terremoti in questo momento e’ impossibile, la scienza internazionale in questo momento ha un limite: non si fa previsione, ma si fa prevenzione”. Quanto allo stato di salute geologica dell’Emilia Romagna, secondo Graziano “non e’ il territorio che e’ vulnerabile, ma quello che vi si e’ costruito sopra. Tutta l’Italia non si e’ dotata, soprattutto nei centri storici, di sistemi che consentissero o obbligassero i Comuni ad intervenire sulla staticita’ e quindi sull’adeguamento sismico delle strutture”. A questo si aggiunge “il rischio idrogeologico dovuto alla maniera non sempre razionale e coerente con cui si e’ lavorato sul territorio”. “Uno dei messaggi fondamentali del rilancio della cartografia geologica – ha ribadito appunto Graziano – e’ quello di contrapporre una societa’ della conoscenza ad una societa’ e’ troppo estremizzata verso gli affari del mercato. Non e’ possibile fare sviluppo soltanto con gli strumenti della finanza, ma va fatto anche attraverso gli strumenti della conoscenza. Le strategie devono essere dettate dalla scienza, non credo dalla finanza”.